Aumentano i prezzi della benzina e ciò provoca non poche apprensioni sul contesto sociale. Dove si arriverà?

Benzina
Benzina (Adobe)

In un momento che certo non si può definire tra i migliori della storia recente del nostro paese, tra piogge di bonus e sussidi statali ci sono alcune dinamiche che continuano ad infastidire gli italiani, infastidire, cosi per dire, ma la verità è che situazioni come l’aumento indiscriminato del prezzo delle benzina, ad esempio, provoca qualcosa molto più forte del semplice fastidio. Gli italiani si chiedono perchè, tutto qui, questo è ciò che cercano.

Il ministero dello Sviluppo economico ci dice infatti che il prezzo di carburanti, di qualsiasi natura, dalla benzina al diesel ha da tempo toccato vette altissime. Ciò non esclude che entro la fine dell’anno in scorso si potranno toccare ancora altre vette. La benzina, ad esempio potrebbe arrivare a toccare quota 1,7 euro al litro. Non male si potrebbe dire per chi vende, per chi acquista, in effetti, non è a migliore delle notizie possibili.

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Aumenta tutto: lo scenario globale promette niente di buono per i consumatori

A rendere costante e preoccupante l’aumento dei prezzi del carburante c’è di certo la situazione generale nell’intero pianeta. Dinamiche che spesso preoccupano tendono ad irrigidire i mercati e provocare aumenti incontrollati dei prezzi. Basti pensare agli attacchi informatici negli Stati Uniti e le tensioni con altri paesi per considerare maggiormente eventi esterni come protagonisti assoluti di dinamiche nemmeno avremmo immaginato.

L’unione nazionale dei consumatori considera proprio i rialzi dal primo di gennaio ipotizzando la stima su un pieno di 50 litri di benzina. Quasi 7,32 in più rispetto ai mesi precedenti con una variazione in percentuale pari al 10,2%, non certo poco.

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L’aumento del prezzo del  petrolio la crisi generalizzata e altri fattori che minacciano la sicurezza nazionale dei singoli paesi esportatori di greggio, capaci quindi di condizionare il prezzo del prodotto finito, fanno in modo che i nostri automobilisti non siano del tutto fiduciosi verso il futuro prossimo, e per la verità, leggendo le note del ministero competente, forse non solo loro.