Ancora un’app diventa a pagamento per chi usufruisce di troppi Giga: Google corre ai ripari dopo tantissimi anni

Google Photos (Fonte foto: web)

I parametri non sono più gli stessi. Così, dopo che alcuni modelli iPhone ed Android hanno dovuto dire addio a WhatsApp, arrivano novità anche per quanto riguarda Google Foto. L’applicazione che ci aiuta a conservare tutte le foto, utile soprattutto se non siamo molto avvezzi a passare tutti i file sul pc con continuità, non sarà più la stessa.

In tantissimi, si affidano all’app di Google per l’archiviazione di molti file, forse ora sono diventati troppi, per lo stesso supporto di Google. Infatti a breve, chi supera un certo numero di Giga dovrà pagare. Ricapitoliamo il tutto.

Leggi anche>>> Scandalo social: profili Linkedin in vendita a chi offre di più

Anche Google Photos tra le app a pagamento

Successe un po’ di tempo fa con Gmail, ora la storia si ripete. L’archivio non può non avere un limite ed anche Google Photos diventa a pagamento per chi supera i Giga gratuiti. Infatti, da oggi non si potranno più oltrepassare i 15 Giga di archiviazione, senza doverci rimettere. Una novità di cui si parlava almeno da sei mesi, ma che ora trova l’ufficialità, come annuncia la stessa azienda.

A proposito di foto sui dispositivi, attenzione a quella del profilo WhatsApp, perché potrebbe diventare pericolosa. Google rassicura gli utenti che avrebbero già superato i Giga consentiti: nessun file sparirà all’improvviso. Innanzitutto, la soglia partirà dal primo giugno ed i dati si salveranno automaticamente. Allora quali sono le uniche cose da temere, anzi a cui rassegnarci?

Leggi anche>>> Fare l’hater non conviene: reati e sanzioni per gli insulti sui social

Che per archiviare ulteriori file sul cloud di Google, bisognerà, come già, detto, pagare. Quanto, è presto detto: l’abbonamento Google One costerà agli utenti, 1,99 euro al mese per il taglio da 100 gb; 2,99 euro per il taglio da 200 gb; 9,99 euro al mese per il taglio da 2 tb. Il colosso ha trovato questa, come soluzione più plausibile per abbassare anche di poco, il numero di dati archiviati, ma non è detto che ci riesca. Chi infatti è legato a questo servizio, sarà disposto anche a pagare per averlo ancora.