Non tutte le operazioni che vengono effettuate sul conto corrente sono soggette a verifiche del Fisco. Vediamo quali sono esenti dai controlli

Conto corrente, Fisco
Carte di credito (Fonte foto: web)

Molti correntisti vivono con la paura di essere sempre e costantemente sotto controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. In parte è vero visto che per farlo non ha bisogno nemmeno dell’autorizzazione del titolare del conto. 

Al tempo stesso però alcune operazioni non sono oggetto di verifica e nel caso vengano effettuate solo queste, si sfugge dai radar del Fisco. Una gran bella notizia per i contribuenti, che almeno in parte possono tirare un sospiro di sollievo. Ma quali sono i movimenti per i quali non sono previsti approfondimenti?

LEGGI ANCHE >>> Allarme conto corrente, a giugno scattano i pignoramenti: ecco chi rischia

Fisco: cosa non può mai controllare sul conto corrente

Prima di comprendere meglio questa tematica è bene specificare che l’Agenzia delle Entrate può controllare in due modi il c/c di un cittadino. Può farlo fisicamente recandosi in banca e facendosi consegnare tutta la documentazione o in via telematica (prassi decisamente più comune grazie alla digitalizzazione dei pagamenti), attraverso l’accesso all’Anagrafe dei conti correnti.

Per quanto riguarda le ispezioni sui conti di privati e professionisti, possono avvenire solo per le operazioni in entrata. Quindi, in parole povere quelli che prevedono movimenti di denaro in entrata, come bonifici, versamenti di contanti e assegni. Laddove il Fisco ravveda qualcosa di anomalo può intervenire e chiedere spiegazioni al correntista.

Al contrario, le uscite non possono essere messe sotto la lente di ingrandimento. Trasferimenti di denaro, bonifici e prelievi allo sportello non comportano accertamenti, anche nel caso riguardino somme più cospicue.

LEGGI ANCHE >>> Conto corrente, il setaccio del Fisco: così disinnesca l’evasione

Il tutto avviene secondo il logico criterio secondo cui il conto corrente può essere messo “sotto torchio” solo in merito alle operazioni in entrata. Dunque, se eroghiamo una quantità di denaro importante ad un amico o ad un parente tramite bonifico, sarà a lui a dover giustificare la transazione.