Le truffe insieme all’organizzazione che lo portano a fare una vita di lussi, poi l’arresto ed il sequestro milionario

Suicidio
Carabinieri (Fonte foto: web)

Si fregiava di villette, magazzini, appartamenti e tanto altro, il sessantaquattrenne di Villaricca, fermato dai Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania, grazie alle indagini coordinate dal capitano, Andrea Coratza sul suo patrimonio.

Pare che tutta la ricchezza e la vita lussuosa di V.A. fossero dovute a diverse truffe perpretate in passato, fino a fargli guadagnare diversi milioni di euro. 3, i milioni sequestrati, proprio come quelli portati via al presunto truffatore dei Gratta&Vinci.

L’uomo di 64 anni era già ai domiciliari per avvenimenti passati, e nello specifico hanno sequestrato: 4 magazzini, 7 appartamenti, 9 autorimesse, 2 villini, 2 lastrici solari e un terreno di circa 500 metri quadrati, tra il napoletano ed il casertano.

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Le truffe che hanno portato all’arresto finale dell’uomo

L’uomo era già stato arrestato nel 2019 per partecipazione ad un’organizzazione truffaldina. Clonazioni e falsificazioni, con vittime soprattutto compagnie assicurative e Poste Italiane. All’epoca, smistamenti e falsificazioni di assegni, servirono all’uomo di Villaricca e complici, per intascare ingenti somme. Fu importantissimo tra l’altro, l’aiuto di tre dipendenti delle Poste Italiane S.p.A. che avevano il compito di sottrarre gli assegni per poi consegnarli all’organizzazione dedita alle truffe.

Spesso, la GdF o i Carabinieri, sequestrano beni milionari a truffatori, come nel caso dell’imbroglione del rip deal, che pure vantava proprietà da ricchi, pur dichiarando tutt’altro, proprio come V.A. L’uomo, con alle spalle diversi precedenti per associazione per delinquere, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione, sostituzione di persona, accesso abusivo a sistema informatico/telematico, violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza, truffa e ricettazione era di fatto al centro dell’organizzazione.

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Le truffe venivano poi completate grazie prelievi allo sportello o ancor più frequentemente con prelievi bancomat, ai danni di ignari clienti delle diverse banche che non trovavano più i loro assegni. Stando alle indagini, l’organizzazione soltanto nel biennio 2016-2017, portò a casa ben 370.000 euro grazie a più di 250 assegni rubati.