A partire dall’assegno diviso in due, fino ad arrivare al riscatto gratuito della laurea, sono tante le ipotesi in ballo in vista della prossima riforma delle pensioni.

Pensioni 2022
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Il 2020 si rivela essere, senz’ombra di dubbio, un anno difficile da dimenticare per via dell’impatto del Coronavirus sulle nostre vite. Al fine di contrastarne la diffusione, infatti, ci viene richiesto di prestare attenzione a vari accorgimenti, che finiscono inevitabilmente per incidere negativamente sul budget di molte famiglie. Ma non solo, il nostro Paese ha dovuto fare i conti anche con un crisi di governo, in seguito alla quale Mattarella ha affidato l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri a Mario Draghi.

Proprio l’ex governatore della Banca Centrale Europea, quindi, è chiamato a prendere delle decisioni importanti, in modo tale da favorire la ripresa. Non si tratta solamente di varie forme di aiuti di tipo economico, come quelle previste nel Decreto Sostegni, ma anche di temi particolarmente delicati e importanti come quello della riforma delle pensioni. Il prossimo 31 dicembre, infatti, si dirà addio a quota 100 e per questo sono in tanti a chiedersi quali saranno le prossime decisioni in merito da parte del governo a guida Draghi. Varie, in effetti, sono le ipotesi in ballo. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Riforma pensioni, assegno diviso in due e riscatto della laurea: la proposta di Tridico

<> on June 21, 2011 in Berlin, Germany.

Il prossimo 31 dicembre terminerà il periodo di sperimentazione di quota 100 e per questo motivo non sarà più possibile uscire anticipatamente dal mondo del lavoro all’età di 62 anni, così come previsto da tale misura. Se le cose dovessero rimanere così come sono, quindi, a partire dal 2022 si dovrebbe far affidamento solamente a quanto previsto dalla riforma Fornero. Una situazione che andrebbe pertanto a creare uno scalone di ben 5 anni, offrendo la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia all’età di 67 anni.

Una situazione che finisce per destare particolare preoccupazione, soprattutto ai soggetti prossimi all’età della pensione, che rischiano così di dover attendere ancora qualche anno. Proprio in tale ambito si rende necessaria una riforma delle pensioni ad hoc, volta a contrastare questo scalone. Varie, in tal senso, sono le ipotesi in ballo, con il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che ha voluto sottolineare l’importanza di una riforma di lungo periodo.

Riforma delle pensioni: i possibili scenari

Intervenuto in collegamento lo scorso 27 aprile in occasione dell’evento “Pensioni: 30 anni di riforme”, infatti, Tridico, così come si evince dal Corriere della Sera, ha spiegato che la riforma debba “tenere conto dell’aspettativa di vita diversa per i diversi lavori“, pensando di “abbassare a 2,5 il coefficiente (oggi a 2,8 ) rispetto alla pensione minima con 64 anni di età“. Secondo il presidente dell’Inps, quindi, bisognerebbe:

  • dividere la quota pensione in due parti, ovvero una quota retributiva e una contributiva. In particolare si potrebbe prevedere un anticipo pensionistico con solo parte contributiva a 62/63 anni e 20 anni di contributi. La parte restante, ovvero quella retributiva, invece, si otterrebbe all’età di 67 anni, con un anno in meno per ogni figlio di madre lavoratrice o per ogni 10 anni di un lavoro usurante o gravoso;
  • optare per un riscatto gratuito della laurea, al fine di incentivare la formazione. In questo modo, infatti, si eviterebbe di penalizzare coloro che, prendendo tale scelta, finiscono per entrare più tardi nel mondo del lavoro;
  • staffetta generazionale, ovvero “la trasformazione dei contratti dei dipendenti più anziani in contratti part time e assunzioni di lavoratori giovani“.

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Come già detto, comunque, si tratta solamente di proposte. Non resta quindi che attendere i prossimi mesi per vedere quali saranno le decisioni prese in merito dal nuovo governo a guida Draghi con la prossima riforma delle pensioni.