Quante truffe sono attuabili online agganciandoci, facendoci credere che guadagneremo con le criptovalute?

Criptovalute (Fonte foto: web)

In tanti, se hanno qualcosina da investire da parte, si lanciano nel mondo della criptovaluta. Non è per niente una cattiva idea, visto che alcune monete digitali valgono sempre di più, ma attenzione, perché anche questo è un mondo che nasconde insidie.

Proprio nell’arco della settimana in corso, in Italia, sono stati chiusi ben sette siti di trading online, per questo di contro, ci sono sempre più siti che si occupano di Finanza, che suggeriscono alcune attenzioni per non cadere in truffe che ci facciano perdere i soldi. Ci proviamo anche noi.

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Siti di criptovalute, le truffe più comuni

Uno schema molto utilizzato è il pump and dump, cioè la possibilità di far lievitare il prezzo di un’azione in maniera del tutto illegale, ed artificialmente. Se questa è una truffa che esiste da un po’ e prima veniva attuata telefonicamente, oggi per e-mail è facile attirare tanti utenti che vogliano partecipare. Attirate tante persone, gli organizzatori in realtà faranno in modo da essere gli unici a prendersi tutti i soldi. Vendono al momento di massimo innalzamento del prezzo e poi lasciano agli utenti la criptovaluta, magari appena creata, con un valore molto basso.

Ribadiamo che alcune truffe vengono fatte anche in Italia, come questa che ha smascherato poco fa Striscia la Notizia. I più usati sono poi i Rug Pulls, che hanno avuto un boom nel 2020. I malviventi creano un token, offrono agli utenti una possibilità di guadagno e lo lasciano in un pool di liquidità. Dopo che il malcapitato inserisce i suoi soldi, il token viene sostituito ed a lui resta una criptovaluta invendibile o di poco prezzo, mentre il pool viene svuotato ed i soldi se li prendono i malfattori. Di fatto, Rug Pulls è il sistema con cui viene tirata via una tovaglia con forza da un tavolo, senza lasciare traccia.

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Naturalmente nel web, specie in questi siti dove immettiamo dei nostri soldi, possiamo trovare anche molti malware, quindi molto semplicemente oltre a rubare le nostre criptovalute, potrebbero anche utilizzare i nostri dati con intenzioni poco buone. Spesso accade quando invece di trovare app sugli store ufficiali, ne scarichiamo alcune sul web, questo è molto pericoloso. Ad esempio esistono programmi che ci dicono che qualcuno cercherà dei Bitcoins per noi, per attirarci e chiedere dati, ma faremmo bene a non fidarci.

Il problema è che molte volte poi, i criminali sanno come agire in maniera legale, perché hanno chiesto il consenso di partecipare all’utente. Quando questo perde tutti i soldi, spesso non potrà fare nulla per riaverli. La natura stessa delle criptovalute infatti rende molto difficile riuscire a segnalare una truffa.