Abbiamo spesso trattato il tema sulla fiducia ai siti di trading online, intanto la Polizia postale, ne ha inibito altri sette

Polizia postale (Fonte foto: web)

Non avevano le autorizzazioni richieste e spesso erano collegati ad organizzazioni criminali, i siti di tranding online oscurati dalla Polizia postale in Italia. Molte volte le piattaforme di cui ci fidiamo nascondono la truffa dietro l’angolo, ed anche quelli trovati dalla Pp si impossessavano dei soldi dei malcapitati, fingendo il trading.

Le indagini, sono iniziate grazie ad una segnalazione della Consob, venuta a conoscenza di alcuni siti di trading online privi di autorizzazione per agire nel Paese, e che dotava i clienti di presunti strumenti finanziari o per investimenti, portati poi al compimento di vere e proprie truffe.

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Trading online: la truffa è sempre dietro l’angolo

Questo è solo l’ultimo capitolo nero per il trading di finanziamento online. Soltanto pochi mesi fa, ancora grazie alla solerte attenzione della Consob, ad essere oscurati furono ben 340 siti. Tornando all’attualità, dove ne sono stati chiusi altri sette, dopo essersi accertati che tali siti mancassero di autorizzazione, automaticamente evadendo le tasse, le forze dell’ordine hanno attenzionato tutti i sintomi di un trading falso.

Dopo tutti gli accertamenti, il Gip di Roma ha potuto disporre il sequestro preventivo, intimando ai provider italiani di non permetterne più il raggiungimento da parte dei clienti in collegamento dal nostro Paese. Purtroppo, questo è un tipo di reato che si sta estendendo di pari passo, proprio al forte uso di siti di trading online. I cittaidini, soprattutto con la crisi economica che segue la pandemia, provano ad affidarsi loro per cercare di recuperare qualcosaina in termini economici.

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In questi casi l’utente non entra direttamente in contatto con chi dovrebbe veicolare i propri soldi, non potendo spesso essere sicuro del fatto che essi vengano investiti realmente, invece di finire sui conti di qualche truffatore. Cosa che appunto, accade frequentemente. Solo nel 2020, per capire di cosa parliamo, la Polizia postale si è occupata di 358 casi simili, per uno spostamento in denaro totale di circa 20 milioni di euro.