Una password dimenticata rischia di trasformare un cumulo impressionante di Bitcoin in un tragico rimpianto. L’incredibile vicenda.

Bitcoin
Foto di Christopher Muschitz da Pixabay

E’ meglio metterlo in conto, una volta per tutte. Con i Bitcoin bisognerà farci i conti. Per quanto tempo lo dirà il… tempo. Le criptovalute sono ormai una realtà sul piano finanziario mondiale e, nonostante qualche corrente alternata nei vari giudizi, rappresentano se non tutto almeno parte del futuro dell’economia globale. Bitcoin guida la fila e già da qualche tempo. Tanto che, fra i vari endorsement, è arrivato anche quello di grossi nomi dell’imprenditoria internazionale, favorevoli all’immissione delle crypto nei pagamenti ordinari.

Il problema, però, è che quello delle criptovalute resta un mercato fin troppo instabile. E privo, per il momento, di quella regolamentazione utile a prevenire qualche inconveniente fin troppo spiacevole. Soprattutto sul piano della sicurezza. Possedere delle criptovalute oggi significa averci investito tempo fa. E ritrovarsi a godere di un buon rendiconto visto che il mercato, in questi mesi, ha conosciuto picchi importanti. Ma entrare nell’ambito delle crypto significa anche dover fare i conti con variabili importanti, instabili come il mercato stesso.

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Bitcoin, un inconveniente da 180 milioni: il caso incredibile

Uno dei sistemi di protezione base dei propri Bitcoin sono le password o, in alcuni casi, le chiavi cifrate. Codici segreti che, spesso, vengono coadiuvati da ulteriori misure di sicurezza quali ad esempio l’auto-cancellazione di tutti i dati nel caso di n tentativo di intrusione forzata. Proprio il dispositivo di tutela che ha utilizzato Stefan Thomas, un programmatore che sarebbe riuscito a piazzare un ottimo investimento con Bitcoin ma che, dettaglio non da poco, avrebbe dimenticato la password d’accesso al suo conto da oltre 7 mila Bitcoin. In euro, quasi 180 milioni.

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Un problema enorme per il programmatore, che possiede un wallet virtuale su disco rigido IronKey e una serie infinita di misure di sicurezza a tutelarlo. La situazione assume i contorni del dramma se si pensa che, esauriti i 10 tentativi concessi dal sistema di sicurezza, i 180 milioni di euro evaporerebbero per le medesime ragioni. Lo sfortunato possessore di Bitcoin avrebbe già effettuato otto prove di accesso. Questo significa che, se dovesse fallire le ultime due, perderebbe il capitale accumulato. Dal dramma, si passerebbe alla tragedia.