Un sondaggio di Great place to Work indica le novità del mercato del lavoro. E, soprattutto, fornisce un indicatore preciso sul futuro.

Lavoro
Foto di mohamed Hassan da Pixabay

Sì, la crisi innescata dal Covid-19 è stata evidente. Ma lo è stato altrettanto il fatto che, come spesso accade, nei momenti di difficoltà emerga qualcuno in grado di far fronte all’emergenza andando a prendersi quel salvagente in grado di fargli cavalcare le onde. Detto più volte come in pandemia siano stati incentivati gli affari delle società della tecnologia, la fase di coronavirus ha stimolato anche altri ingranaggi, soprattutto nel settore farmaceutico. Ma anche le telecomunicazioni, la finanza e altre branche dell settore produttivo hanno conosciuto un implemento imprevisto.

Secondo Great place to Work (Gptw), marchio di consulenza che ogni anno sonda il mercato del lavoro per individuare le situazioni di maggior interesse, ha indicato dei precisi welfare dell’ambito lavorativo. Un sondaggio a tutti gli effetti (fra 128 aziende), utile per capire la situazione a ormai un anno e mezzo dall’inizio del caos. Emergenza sanitaria o no, qualcuno è riuscito a contenere lo tsunami e l’asse che aveva finora regolato il mercato del lavoro si sposta inevitabilmente verso altri lidi.

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Lavoro in pandemia, qualcuno si salva: le aziende top

Un buon indicatore quello di Gptw, anche in ottica futura. A essere messo in risalto, infatti, altro non è che il futuro del lavoro e su quali ambiti indirizzare le future competenze. Ma, trattandosi di una classifica, è anche giusto fare qualche nome. Quello di Msd ad esempio, azienda italiana socia nella Merck & Co. americana: l’ambito è quello del biotech e dei prodotti farmaceutici e risulta fra le aziende top fra quelle con oltre 500 lavoranti. Meglio anche di American Express, seconda e con 1.100 dipendenti in Italia. Bene anche AbbVie, già al top in fatto di dividendi. Per le aziende meno grandi (fino a 500 dipendenti) il top della graduatoria se lo p rende Cisco System. Completano il podio Zeta Service (outsourcing) e Salesforce (marketing digitale, in ascesa nel nostro Paese).

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Anche fra le realtà più piccole c’è chi va bene. Le aziende fino a 149 dipendenti, ad esempio, vedono sulla cresta dell’onda la Biogen, mentre al terzo posto si accasa Zoetis, entrambe società dell’ambito farmaceutico. In mezzo, la Insight technology solutions (settore tech). Si guarda in Francia, invece, per quanto riguarda le startup: Accuracy (consulenze finanziarie) si attesta in vetta. Realtà in crescita, con meno di 50 lavoratori ma che già sbircia all’estero (Italia compresa).