Il governo al momento tace su una possibile riforma delle pensioni e per questo motivo sono in molti a chiedersi cosa accadrà a partire dal 2022.

Pensione
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L’ultimo anno è stato segnato dall’impatto del Covid che continua purtroppo ad avere delle ripercussioni negative sulle nostre vite sia dal punto di vista sociale che economico. Molte famiglie, infatti, si ritrovano a dover fare i conti con una grave crisi finanziaria. Molti i settori colpiti, purtroppo, da tale situazione, con i lavoratori prossimi all’età della pensione, che sperano pertanto di riuscire ad accedere a tale trattamento il prima possibile.

Proprio il tema delle pensioni, però, è finito di recente al centro dell’attenzione per via dell’assordante silenzio che vi è in merito da parte del governo. L’esecutivo, infatti, non sembra, al momento, intento ad attuare una riforma, con molti che temono quelle che potrebbero essere le possibili conseguenze. Al momento, ricordiamo, sono varie le opzioni disponibili, come ad esempio la pensione agevolata. Ma cosa ci riserverà il futuro? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa potrebbe accadere nel caso in cui il governo non attui la tanto attesa Riforma delle pensioni.

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Pensioni, assordante silenzio del governo sulla riforma: cosa potrebbe accadere

Pensioni esodati
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Il prossimo 31 dicembre terminerà il periodo di sperimentazione di quota 100. Per questo motivo non si potrà più andare in pensione all’età di 62 anni, così come permesso con tale misura. Questo vuol dire che in assenza di un riforma, dal 2022 si dovrà attendere il raggiungimento dei 67 anni di età, così come previsto dalla Legge Fornero. Uno scenario che preoccupa in molti, che sperano in una possibile riforma delle pensioni da parte del Governo a guida Draghi, che sia così in grado di contrastare uno scalone di ben 5 anni.

A destare particolare preoccupazione, inoltre, sono le dichiarazioni del ministro del Lavoro Andrea Orlando, che ha voluto sottolineare come la riforma delle pensioni non sia considerata, al momento, una priorità dell’esecutivo. Nel caso in cui il governo decidesse di non attuare una riforma, quindi, dal 2022 si dovrebbe fare i conti solamente con le regole previste dalla Legge Fornero. In quest’ultimo caso, come già detto, per accedere alla pensione di vecchiaia bisognerà attendere il compimento dei 67 anni. Per quanto riguarda la pensione anticipata, inoltre, gli uomini dovranno raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contribuzione, rispetto ai 38 previsti da Quota 100. Previsto un anno in meno, invece, per quanto riguarda le donne.

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Senza riforma, quindi, non ci sarebbero alternative a quota 100, andando così ad aumentare di 5 anni il percorso che porta alla tanto attesa pensione. Ma non solo, al 31 dicembre 2021 scadranno anche altre due misure, ovvero Opzione Donna e l’Ape Sociale. In caso di mancato intervento da parte dal governo, quindi, bisognerebbe dire addio anche a queste due soluzioni. Al momento, sottolineiamo, si tratta solo di ipotesi. Non resta che attendere le prossime mosse dell’esecutivo per capire cosa accadrà al nostro sistema pensionistico.