Quasi mezzo milione di italiani rischia di veder sparire il proprio diritto alla ricezione del Reddito di Cittadinanza grazie ai controlli.

Reddito di cittadinanza

Sarebbero circa 400.000 gli italiani vicini all’addio al Reddito di Cittadinanza. Una delle indennità per cui l’Italia ha ricevuto elogi dall’Ocse, non sta per essere cancellata, ma verrà sottratta a molti. Natualmente, non si tratta di persone scelte senza un accurato studio alle spalle del taglio, ecco cosa accadrà.

Purtroppo esistono anche in questo campo i furbetti che pur ricevendo lo speciale bonus, non si impegnano nella ricerca del lavoro, non si iscrive ai ai centri per l’impiego e non partecipa al mondo della politica attiva e per questi motivi, vedrà cancellare i propri diritti sul Reddito di Cittadinanza.

Per chi non volesse vedersi togliere questo diritto c’è ancora tempo, ma il consiglio è quello di iniziare a dimostrare la sua volontà di essere attivo alla ricerca e la disponibilità per il lavoro.

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Reddito di Cittadinanza: come si perde il bonus

La paura è che se in tanti continuano a non interessarsi ai centri per l’impiego o quantomeno ai corsi di formazione e riqualificazione, allora come si suol dire, qualcosa non quadra. In molti potrebbero allora lavorare in nero ed in più, continuare a percepire il reddito. Per questo il governo ha chiesto un’accelerata all’ANPAL, per scovare i furbi.

Se è vero quindi che a breve per qualcuno cambierà l’importo del Reddito di Cittadinanza, è tanto vero che qualcuno lo perderà. Di fatto, le attività di riqualificazione aumenteranno sensibilmente, così che chi dovesse avere un lavoro di nascosto non riuscirà a presenziarvi, se non proprio diminuendo le sue ore di lavoro a nero. L’impiego richiesto ai fruitori, sarà di 8-16 ore settimanali.

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I centri per l’impiego accelereranno a breve i loro corsi per collocare i richiedenti del Reddito nel mondo lavorativo, mentre per le iniziative comunali di cui prima, sarà necessario che almeno una persona del nucleo familiare vi prenda parte. Infine, attenzione anche all’arrivo della sanzione maggiorata del 20% per i datori di lavoro che accettano di assumere consapevolmente, chi prende parte al Reddito. Per il lavoratore, c’è il reato di truffa aggravata.