L’assegnazione dei diritti tv Serie A a Dazn per il prossimo triennio ha lasciato degli strascichi notevoli. Sky ha presentato ricorso d’urgenza per invalidare il tutto

 

La querelle relativa ai diritti televisivi per le prossime tre stagioni di Serie A non è per niente finita. Anzi, “il meglio deve ancora venire”. L’assegnazione al duo Dazn-Tim proprio non è andata giù a Sky, che dopo 18 anni ha perso il suo ruolo egemonico in tal senso.

L’offerta della piattaforma streaming britannica in collaborazione con la compagnia telefonica nostrana ha soddisfatto la Lega Calcio, che in questo momento di profonda crisi dovuto alla mancanza di alcuni fondamentali introiti per i club, si aggrappa come non mai ai proventi televisivi. 

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Diritti tv Serie A: il ricorso di Sky contro l’assegnazione a Dazn

Dal canto suo la pay-tv di Rupert Murdoc non ha intenzione di mollare la presa e spera di poter tornare in gioco. Secondo quanto riportato da MilanoFinanza.it, Sky ha presentato un ricorso d’urgenza in tribunale contro la delibera con cui la Lega Calcio aveva approvato l’offerta di 840 milioni di euro di Dazn.

La motivazione su cui fa leva l’emittente televisiva è che l’assegnazione violi i criteri del “no single buyer rule” stabilita dalla Legge Melandri. In pratica consiste nel divieto di acquisire in esclusiva tutti i singoli pacchetti relativi alle dirette da parte di un singolo operatore.

La sensazione è che la battaglia sarà lunga e tortuosa e che Sky agirà in ogni modo per cercare di accaparrarsi almeno una parte del massimo torneo nazionale. Ad ogni modo, mentre i due colossi televisivi sono pronti alla battaglia senza esclusione di colpi, i tifosi sono la vera parte lesa.

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Questo scenario infatti “li obbliga” a sottoscrivere un doppio abbonamento visto che i diritti per le competizioni europee se li è aggiudicati Sky. Insomma, nonostante la fine prematura della Superlega non c’è pace per i supporters italiani.