Il canale streaming si aggiudica i pacchetti 1 e 3 del bando della Lega. Dazn si siede sul trono della A e Sky, per la prima volta, rischia di restarne fuori.

Serie A Dazn
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Fino a un po’ di anni fa, probabilmente, la questione sarebbe passata inosservata. O non si sarebbe nemmeno posta, visto che il monopolio era di due nomi del settore che poi si fusero pure, lasciando il testimone all’erede comune. Ma i tempi di Stream e Tele+, che diedero vita a Sky Italia, sono lontani. Oggi i diritti tv della Serie A hanno un nuovo nome a detenere lo scettro, arrivato in punta di piedi ma ora a tutti gli effetti sul trono che per anni è stato dell’azienda di Murdoch. Il bando della Lega Calcio se lo aggiudica Dazn, con i suoi 840 milioni di euro a stagione per i tre anni che verranno. Portandosi a casa i pacchetti 1 e 3.

Questo significa che l’azienda britannica si aggiudica tutte le partite del massimo campionato italiano, 7 in esclusiva e 3 in co-esclusiva per ogni giornata. Abbastanza per spodestare Sky e triplicare il pacchetto offerto finora, che prevedeva 3 partite di campionato per ogni giornata, mentre le altre 7 restavano in esclusiva per l’azienda rivale. A pesare, probabilmente, anche l’intesa stipulata con Tim qualche settimana fa, ulteriore tassello in grado di fornire al canale streaming i mezzi sufficienti per diventare regina della Serie A.

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Diritti Tv, la Serie A cambia pelle:

Se sarà rivoluzione lo dirà il tempo. Sky non sembra convinto dell’assegnazione, tanto che starebbe valutando se presentare ricorso. Posto che, fuori da quanto attribuito, resta fuori il pacchetto numero due, ovvero le tre co-esclusive. In corsa ci sono i 70 milioni di Comcast ma, sommati agli 840 di Dazn, non si raggiungerebbero i 973 milioni che sono stati incassati nell’ultimo triennio. Se Sky dovesse ottenere il pacchetto restante sarebbe un discorso ma non è così scontato. Peraltro va considerato il ritorno in carreggiata di Mediaset, che ha già rimesso il suo nome nell’affare Champions.

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Certo, il cambiamento dei trend di interessi ha giocato il suo ruolo sulla valenza dei vecchi leoni della Tv a pagamento. Da ricordare che Dazn, dalla sua, aveva anche un abbonamento a 10 euro mensili che, assieme alle partite di A, prevedeva anche partite di Liga e Ligue 1. A ora, la piattaforma streaming sembra pronta a u balzo anche in questo senso: si parla di 30 euro mensili, che andrebbero a pareggiare quelli di Now Tv. Resterebbe fuori la Champions, ancora ad appannaggio di Sky. Qualora si decidesse di vedere anche quella, il prezzo sarebbe sicuramente maggiorato. Da vedere quanto influirà il ruolo di Tim sul nodo della banda larga. Discorsi lontanissimi dal calcio giocato, anche perché la voglia di tornare allo stadio c’è. Chissà quando, ma c’è.