Seppur il progetto non sia stato ancora ufficialmente archiviato, la Superlega è di fatto già tramontata. Vediamo chi dopo questi intensi giorni ne è uscito bene e chi no

Superlega
Andrea Agnelli (Fonte foto: web)

Il polverone mediato innalzato dall’annuncio della creazione della Superlega sembra essere rientrato. Il progetto promosso da 12 top club europei (3 italiani, 6 inglesi e 3 spagnoli) di creare una competizione internazionale a sé stante (con maggiori introiti per i club partecipanti) e abbandonare i tornei Uefa è di fatto già appassito.

A farlo naufragare dopo appena due giorni dall’annuncio è stato il ritiro da parte delle 6 compagini britanniche che inizialmente avevano aderito (Chelsea, Arsenal, Manchester City, Manchester United, Liverpool e Tottenham). Subito dopo hanno fatto dietrofront anche Inter, Barcellona e Atletico Madrid (quest’ultime due in via non ufficiale).

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Superlega: chi ci ha “guadagnato” e chi ci ha “rimesso”

Una situazione che ha creato polemiche e malumori anche tra le stesse società che inizialmente pensavano di ideare questa fantomatica lega elitaria. Infatti uno degli obiettivi era quello di racimolare maggiori quantità di denaro in modo da far fronte ai debiti accumulati per via della crisi covid-19. 

Da un lato quindi ci sono i personaggi che hanno spinto per fermare la Superlega come il presidente della Uefa Aleksander Ceferin e il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson e dall’altro Florentino Perez e Andrea Agnelli rispettivamente proprietari di Real Madrid e Juventus.

Il numero uno della Uefa aveva minacciato di escludere da tutte le competizioni chiunque avesse aderito, mentre il politico d’Oltremanica aveva addirittura in mente l’idea di negare il visto lavorativo ai calciatori delle squadre coinvolte. I sopracitati presidenti invece non si sono ancora arresi. Continuano a nutrire la speranza di poter dare vita a questa innovazione che di fatto stravolgerebbe l’intero mondo del calcio. 

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Sia chiaro. Nessuna delle due parti è meritevole di lodi. Entrambe hanno agito solo ed esclusivamente per proteggere i loro interessi, infischiandosene della passione dei tifosi, che hanno dato vita a diverse manifestazioni di dissenso contro la creazione della Superlega.