Dagli Stati Uniti arriva prepotente la voce della realizzazione di Coinbase: gli esperti la stanno studiando, con attenzione alla Cina

Coinbase (Fonte foto: web)

La società di pagamenti digitali, Coinbase, Fidelity, Square, ha dato vita alla prima lobby per criptovalute, la Crypto Council for Innovation, con meta finale di poter condizionare le politiche sulle criptovalute del Governo americano e del Congresso.

La criptovaluta costituisce ormai una nuova area dell’Economia, anche se ora è improvvisamente tallonata in borsa dal cosiddetto oro grigio, l’iridio. Il valore di Coinbase è salito a 85 miliardi di dollari, con il solo ingresso in Nasdaq. Così facendo, è nata una vera e propria base per lo scambio di criptovalute, nel più importante mercato degli Stati Uniti.

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Coinbase: ci sarebbe già l’antagonista della Cina

Coinbase è entrato in borsa, non senza polemiche. Il 18 aprile scorso, il Bitcoin valeva circa 65mila dollari, per poi scendere improvvisamente del 15%. Ma anche altre criptovalute hanno subito di botto un calo simile, mentre di conseguenza, proprio Coinbase saliva. Ecco perché ora gli esperti, lo stanno studiando a fondo.

Stessi esperti che addirittura credono che ci sia già stato un intervento di Janet Yellen, Ministro del Tesoro e Authority del mercato, per tentare di limitare la forza di queste valute, andato oltre la Federal Reserve. Che la criptovaluta sia ormai il futuro, lo si capisce però da tante notizie, un esempio è quella del sindaco di Miami, intento a rendere la città finanza-tech.

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Per ora non si conoscono le intenzioni in tal senso del Presidente degli States, Biden, anche perché pare che le maggiori preoccupazioni arrivino dall’esterno e cioè dalla Cina. Infatti, voci vorrebbero l’imminente creazione di uno Yuan virtuale, diverso dalla criptovaluta che noi conosciamo perché si fonderebbe sulla tecnologia blockhain. Con questa moneta infatti, la Cina punterebbe a mettere in difficoltà la potenza del dollaro.