Il covid-19 ha avuto delle ripercussioni anche sul Natale di Roma, che dallo scorso anno viene festeggiato in maniera del tutto differente con ingenti danni sul piano economico

Natale di Roma
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Ha superato guerre, cambiamenti storico-culturali, cambiamenti climatici e lievi calamità naturali. Il suo fascino però rimane intatto ed eterno. Roma compie 2774 anni dalla sua fondazione, da quando secondo la leggenda, in quel lontanissimo 21 aprile del 753 a.C  Romolo la fondò e ne divenne il primo re.

Solo nel 1870 dopo la Breccia di Porta questa ricorrenza fu riconosciuta a livello nazionale e ogni anno i romani e coloro che vivono l’Urbe Eterna, la celebrano con amore e sentimento. Il tempo però ha cambiato profondamente le abitudini di questa ricorrenza. L’avvento del covid-19 lo scorso anno ha dato un’ulteriore sterzata in tal senso.

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Come il covid ha ridisegnato le abitudini nei festeggiamenti del Natale di Roma

Gli eventi e i festeggiamenti che da sempre caratterizzano il 21 aprile, dal 2020 si sono dovuti adattare alle misure restrittive volte a contenere i contagi di coranavirus. Le folle composte da cittadini sparsi i tra turisti increduli di fronte a cotanta bellezza, hanno lasciato spazio alla più “sicura” dimensione virtuale.

I due appuntamenti clou, ovvero la deposizione della corona di alloro da parte della sindaca Virginia Raggi all’Altare della Patria in Piazza Venezia e la Santa Messa presso la Basilica dell’Ara Coeli, saranno preclusi alla maggior parte delle persone che anno dopo anno presiedevano alle sopracitate tradizioni.

Non ci si potrà gustare nemmeno la proiezione delle immagini salienti della storia artistica e culturale di Roma sulla facciata di Palazzo Senatario in Piazza del Campidoglio o le mostre nei vari musei, teatri e cinema capitolini. Niente da fare nemmeno per “l’Accensione del fuoco sacro” da parte del Gruppo Storico Romano. Tutto sarà tristemente spostato sui vari canali social di riferimento.

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Soluzioni di ripiego che però fanno male non solo alla storia, bensì anche all’economia della Capitale. Solitamente in questo giorno fa incetta di denaro. Non ci saranno pranzi o cene al ristorante. Non si faranno code ai musei e ai teatri per le ricorrenze solo per citarne alcune. Una festa “mozzata”, che si spera possa tornare presto ai suoi fasti e a deliziare tutti coloro che in qualche modo nutrono un sentimento affettivo verso questa città eternamente splendente.