Più che segreti, ecco i tanti aspetti dell’Autovelox che possono rendere nullo un verbale e che quindi non andreste a pagare

Conosci tutti i segreti degli autovelox? Ecco cosa dovresti sapere
Fonte foto: (Pixabay)

Per usare un eufemismo, diremmo che non sono proprio simpatici a tutti: parliamo degli Autovelox, la cui azienda è stata multata tra l’altro, dall’Antitrust per ben 5 milioni. Ma di queste macchinette che servirebbero per non farci andare a velocità troppo elevate, conosciamo tutti i segreti? Ad esempio, il fatto che la contestazione differita e cioè della macchinetta in automatico è possibile soltanto per autostrade e strade extra-urbane. Vuol dire che se si viaggia su un altro tipo di strada, il conducente deve essere necessariamente fermato dagli agenti, per rendere legale la multa.

E poi ci sono gli Autovelox nascosti, ad esempio dietro ad alberi o siepi, per questo tema è previsto che basta la segnaletica preventiva con avviso, a rendere possibile la trappola all’automobilista. Basterebbe quello, ad avvisare i conducenti di dover moderare la velocità.

Quando è valido però il cartello preventivo? La scritta “Controllo elettronico della velocità“, non deve apparire a più di 4 km dall’autovelox, altrimenti la multa verrà cancellata. Il verbale, è nulla anche se al posto della macchinetta dovesse esserci un tutor, in assenza della scritta “Controllo elettronico della velocità media“.

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Gli altri segreti dell’Autovelox che bisogna conoscere

Ancora altre forme previste, possono rendere delle multe contestabili. Comunque, le macchinette possono essere nella ragione, anche ad esempio se rilevano auto con l’Autopilot, come la Tesla che ha causato un grave incidente in Texas. Ad ogni modo, continuando con le curiosità sugli Autovelox, un verbale può non essere valido se l’automobilista non riceve la data dell’ultima taratura della macchina. Essa deve avvenire almeno una volta l’anno. Inoltre l’Autovelox non può essere posizionato sul ciglio della strada se in assenza di apposita banchina della grandezza di almeno un metro.

Contestabili anche le ammende che dovessero arrivare in ritardo a conoscenza del conducente. L’automobilista deve sapere della multa nel momento in cui commette l’infrazione, con la spedizione del verbale presso la sua residenza entro massimo 90 giorni in caso di contestazione differita. 

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Infine, capiamo se è meglio rivolgersi ad un Prefetto o al Giudice di Pace per le multe. Ci sono due possibilità di impugnare la multa, se ci si riferisse al Prefetto, bisognerebbe farlo entro 60 giorni, al Giudice di Pace invece, entro 30. Quello al Giudice di Pace ha un costo ed è di 40 euro circa, l’avvocato non è necessario ma consigliato. Il ricorso al Prefetto invece è più indicato per i vizi della macchina che non richiedono una particolare lettura della legge. Inoltre, rivolgersi al Prefetto non comporta spese.

I tempi: se il ricorso viene spedito alla Polizia che ha elevato la multa, il Prefetto ha 180 giorni per decidere, mentre se viene spedito direttamente al Prefetto, i giorni diventano 210. Una decisione che arrivasse in ritardo rispetto a tali scadenze, renderebbe in automatico il verbale nullo ed il ricorso accolto. Infine, si può impugnare l’ordinanza di rigetto del Prefetto, entro 30 giorni e rivolgendosi al Giudice di Pace.

Il Prefetto, può decidere di far pagare al conducente una multa in misura ordinaria, pari a quasi il doppio rispetto a quella riportata nel verbale. Il Giudice di Pace invece, non cambierà in nessun caso, l’importo della sanzione.