I percettori del reddito di cittadinanza hanno diritto ad un rimborso del canone di affitto. Come funziona in presenza di più contratti di locazione? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Bonus affitto
Bonus affitto (Adobe)

In seguito al Covid il governo ha deciso di introdurre una serie di misure restrittive volte a contrastarne la diffusione. Decisioni che finiscono per influenzare negativamente le vite di tutti noi, sia dal punto di vista sociale che economico. Molte persone si ritrovano, purtroppo, a dover fare i conti con delle gravi difficoltà economiche e non a caso nel corso degli ultimi mesi si è registrato un boom di richieste del reddito di cittadinanza.

Introdotto dal precedente governo, quest’ultimo è stato pensato al fine di offrire un sostegno alle persone che sono, ad esempio, rimaste senza lavoro e che per questo necessitano di un sostegno economico. In tal senso sono in molti ad aver accolto con piacere la decisione del governo di rifinanziare il reddito di cittadinanza per un valore pari a 1 miliardo di euro grazie ad Decreto Sostegni. Ma non solo, il reddito di cittadinanza riconosce un contributo per l’affitto nel caso in cui il nucleo familiare viva in una casa in locazione. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Reddito di cittadinanza, occhio al rimborso: ecco come funziona in caso di più contratti di affitto

Reddito di cittadinanza
Foto: Web

I percettori del reddito di cittadinanza possono beneficiare di un rimborso, fino ad un massimo di 280 euro al mese, sull’importo del canone di affitto. Come è facilmente intuibile, al fine di beneficiare di tale misura è necessario che si tratti di un regolare contratto di locazione. Una volta fatta questa premessa, bisogna sapere che il rimborso è unico e non può superare, come già detto, l’importo di 280 euro.

A proposito di questo contributo, infatti, sono in molti a chiedersi se è possibile beneficiare di una maggiorazione in caso di più contratti di locazione. Una situazione che, a differenza di quello che si possa pensare, può verificarsi molto spesso. Basti pensare ad una famiglia che vive in una casa con contratto di affitto e il figlio, studente fuori sede, che a sua volta si ritrovi a vivere in un appartamento con regolare contratto di locazione.

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Ebbene, in questo caso è possibile ottenere un rimborso fino ad un massimo di 280 euro, prendendo in considerazione solo l’abitazione di residenza. Niente, invece, viene corrisposto per quanto riguarda il contratto di locazione del figlio studente fuori sede.