Pubblicità ingannevole e multa da un milione di euro: così ha deciso l’Antitrust per la nota azienda italiana, Poltronesofà

Pubblicità ingannevole: arriva la multa da 1 milione di euro per la società
Antitrust (Fonte foto: web)

Periodo molto florido per l’Antitrust, pochissimi giorni fa ci arrivava un messaggio su Facebook di una multa alla stessa società del social, da parte dell’AGCM, ora la pubblicità ingannevole, l’ha fatta una nota ditta di divani e sofa.

Poltronesofà infatti, avrebbe agito in maniera scorretta, con l’ammenda che arriva per “campagne pubblicitarie ingannevoli e omissive sui contenuti delle offerte proposte”, ed ammonta ad un milione di euro. L’inganno, sarebbe soprattutto nella promozione: “Doppi saldi doppi risparmi – sconto 50% + fino a 40% su tutta la collezione + 48 mesi senza interessi”.

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Perché le pubblicità di Poltronesofà sono passive di multa

L’AGCM, spiega subito cosa non andava negli spot della società, specificando: le condizioni effettive di vendita limitavano l’applicazione delle percentuali di sconto pubblicizzate soltanto ad alcuni divani in catalogo e con la composizione e il rivestimento esposto in negozio“. In più, si parlava di 48 mesi senza interessi, ma la data di scadenza fu spostata ben due volte, altro comportamento che non è piaciuto all’Antitrust.

C’è ancora un altro contenzioso poi, che l’AGCM vorrebbe risolvere. La promozione recitava:Supervalutiamo il tuo divano fino a 1.500 Euro, ma l’operazione veniva fatta per tutti, con un prezzo fisso, senza contare realmente sulla valutazione di un eventuale divano da permutare. L’incentivo era perciò compreso già nel prezzo.

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A differenza di Sms o telefonate a scopo pubblicitario, in quel caso non ci si poteva difendere, perché il consumatore è portato a credere nelle parole dello spot. Per concludere, anche nella promozione: 25% di sconto + un altro 25% su tutta la collezione, c’era l’inganno. Infatti gli spot ripetevano che ci fosse tempo fino al giorno successivo o alla domenica, per aderire ad una iniziativa che in realtà si portava avanti senza vere scadenze.