Affisso un esplicito messaggio davanti ad un’importante osteria di Roma, i titolari vogliono riaprire senza limitazioni.

Si intravede una piccola speranza attraverso le parole (per ora restano tali), favorevoli a delle riaperture a breve, per i locali di ristorazione con una diminuzione delle restrizioni. Da lì alla realtà però ne passa, ed intanto gli esercenti sono in difficoltà.

E c’è chi chiude perché semplicemente, di stare ancora aperto non ha più la possibilità. La situazione contagia sempre di più i titolari, grida alla chiusura anche il proprietario del negozio derubato ieri nel centro di Roma, ed ora gli fa eco un’osteria, anch’essa della Capitale.

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L’osteria di Roma riaprirà solo quando non ci saranno limitazioni

C'è ancora chi si arrende, l'osteria di Roma: "Non possiamo riaprire così"
Lettera dell’osteria (Fonte foto: web)

Oggi, davanti l’osteria romana, i clienti hanno trovato una lettera di ringraziamento, ma che non lascia il sorriso sulla bocca di chi legge. Si tratta dell’Osteria da Noantri che si erge nella strada romana, via Ostiense 41. Le firme, sono di Fabio, Ana, Mauro, Leonardo e “tutto lo staff dell’osteria da Noantri al 41”.

La grandissima lettera formata da più fogli bianchi incollati tra loro, contiene un lunghissimo messaggio affisso alla saracinesca. La lettera inizia così: “Dal 12 marzo 2020 ad oggi abbiamo reagito ad ogni Dpcm a testa alta. Ad ogni chiusura che ci hanno imposto come rimedio alla pandemia, siamo stati ligi al dovere, ci tengono a precisare i titolari del ristorante.

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Ma questo non è bastato, anzi, rischia ora di piegare la società e lasciare per strada gli ennesimi lavoratori onesti. La ristorazione italiana in generale, è sempre più in pericolo e se la politica non interverrà presto, si rischia che le multinazionali siano le uniche a restare sul nostro territorio. “Ma ci troviamo ancora a un bivio e abbiamo scelto la soluzione drastica: chiudere fino alla data di una riapertura completa delle attività senza limitazioni di orario. Questa è la soluzione per rivederci presto”, scrivono quelli dell’Osteria da Noantri, che non vuole aprire “a metà”, rischiando di dover vedere i costi più alti dei guadagni.