Occhio al cedolino delle pensioni di aprile. Sono molti, infatti, i pensionati che dovranno fare i conti con delle sorprese. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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A partire dalle bollette, passando per l’alimentazione, fino ad arrivare alle varie necessità quotidiane, sono davvero tanti i costi da dover sostenere. Proprio per questo motivo a ricoprire un ruolo fondamentale è il lavoro, che ci permette di ottenere la fonte di reddito necessaria per pagare le varie spese. Allo stesso tempo non si può negare come il lavoro si riveli spesso essere anche fonte di preoccupazione, per via dei vari impegni e scadenze da rispettare. In tal senso sono in tanti a non vedere l’ora di poter andare finalmente in pensione, riuscendo così ad avere del tempo a disposizione da dedicare alle proprie passioni.

Per poter accedere a tale misura, infatti, bisogna essere in possesso di determinati requisiti. Proprio per questo motivo sono in molti ad essere impazienti di scoprire quali saranno le nuove regole che verranno introdotte con la riforma delle pensioni che dovrebbe essere attuata prossimamente dall’attuale governo guidato dall’ex governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Intanto a destare interesse è la pensione di aprile, con molti pensionati che si ritrovano a dover fare i conti con delle sorprese. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Pensione, occhio al cedolino di aprile: anticipo dei pagamenti e trattenute

Pensioni esodati
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A causa dell’emergenza coronavirus il governo ha deciso di adottare una serie di misure volte a contrastarne la diffusione. Tra queste si annovera anche la decisione di anticipare il pagamento delle pensioni, al fine di evitare possibili assembramenti presso gli uffici postali. Una notizia senz’ombra di dubbio importante e che può essere considerata come una nota positiva per i pensionati.

Dall’altro canto bisogna fare i conti con delle notizie meno positive. Si tratta, infatti, delle trattenute applicate su molti assegni, come ad esempio quelle sulle cosiddette “pensioni d’oro“. Ma non solo, tra le voci che possono andare a ridurre l’importo della pensione si annoverano anche le addizionali regionali e comunali relative al 2020 e che vengono recuperate nel 2021 con trattenute suddivise in 11 rate.

Stesso discorso vale per il recupero delle trattenute Irpef 2020, nel caso in cui queste risultino inferiori rispetto a quanto dovuto annualmente dal contribuente. A tal proposito, stando a quanto si evince dal sito dell’Inps:

Nel caso di pensionati con importo annuo complessivo dei trattamenti pensionistici fino a 18.000 euro, per il quali il ricalcolo dell’ IRPEF ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, la rateazione viene estesa fino alla mensilità di novembre (articolo 38, comma 7, legge 122/2010).

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Per i redditi di pensione annui di importo superiore a 18.000 euro e per quelli di importo inferiore a 18.000 euro con debito inferiore a 100 euro il debito d’imposta è stato applicato sulle prestazioni in pagamento alla data del 1° marzo, con azzeramento delle cedole laddove le imposte corrispondenti siano risultate pari o superiori alle relative capienze“.