Il Decreto Sostegni parla chiaro: il taglio scatta solo a determinate condizioni. Fuori dai canoni (e a meno che non vi siano disposizioni regionali) il Bollo si paga.

Bollo auto
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Una premessa è doverosa sulla questione del Bollo Auto: la rata annuale va pagata. E’ un dovere civico e anche una disposizione che non è certo cambiata con il Decreto Sostegni. Una precisazione che dovrebbe fugare i dubbi circa gli effetti della pace fiscale, che ha sì effettuato un taglio sensibile sugli arretrati ma non ha certo rimosso la tassa dal calendario degli italiani. In sostanza, se si è chiuso un occhio sui crediti inevasi di uno o due decenni fa, per quelli venturi non si scappa. Inoltre, e questo è stato un altro punto x, il governo ha deciso un condono mirato, con un requisito fondamentale.

Chi riceverà il taglio del debito, infatti, sarà esclusivamente colui (o colei) che, a fronte di una cartella esattoriale inferiore a 5 mila euro e riferita al periodo 2000-2010, avrà anche un reddito 2019 inferiore ai 30 mila euro. Solo in questa circostanza scatterà il taglio, quindi il condono e l’archiviazione. In tutti gli altri casi, occorrerà mettere mano al portafogli e rimettersi in paro. Per il Bollo auto (che contrariamente alle multe rientra nella pace fiscale) come per gli altri crediti non versati.

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Bollo o non bollo? Ecco cosa dice il Decreto Sostegni

E’ vero, dalla prima bozza alla versione finale è cambiato qualcosa. Ed è anche vero che, prima ancora che il Decreto Sostegni prendesse forma, di voci se ne erano rincorse parecchie, cercando di capire cosa sarebbe rientrato nel beneficio e chi ne avrebbe tratto vantaggio. Addirittura, in fase di elaborazione, si era parlato di un possibile taglio delle pendenze fiscali fino al 2015 incluso. Mentre del limite reddituale non vi è stata traccia finché lo stesso premier Draghi lo ha annunciato in conferenza stampa. In pratica, di ragioni per cadere nell’errore ce n’erano. Ma dal momento che i principali chiarimenti li ha fatti proprio il presidente del Consiglio, tanto vale mettersi l’anima in pace.

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L’unica eccezione al pagamento, oltre ai requisiti previsti dal Decreto, è la decisione della propria Regione di sospendere o prorogare il versamento 2021. Una scelta che qualcuno ha fatto, così da non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini, già messe duramente alla prova. Altre ancora hanno addirittura disposto un rimborso, alla maturazione (anche qui) di determinati requisiti. C’è poi un’intera lista di veicoli che, a livello legislativo, sono esentati dal Bollo: ad esempio quelli destinati alla mobilità di disabili o portatori di handicap, oppure auto elettriche o vetture intestate ad associazioni no profit (solo in alcuni casi però). Eccezioni che, però, confermano la regola. Se non si beneficia di qualche agevolazione particolare, la rata annuale andrà saldata. Come tutte le altre.