Da sabato 3 aprile a lunedì 5 aprile tutta l’Italia è in zona rossa. In pochi possono lavorare a Pasqua: chi sono e a quali norme dovranno attenersi

Pasqua, lavoro
Fonte Pixabay

Al pari delle festività natalizie anche quelle pasquali sono all’insegna di restrizioni e regole anti contagio da rispettare tassativamente. Sabato 3 aprile scatta la zona rossa in tutto il Bel Paese. Fino al 5 aprile ci si può spostare solo per comprovate esigenze lavorative e per motivi di salute.

La mobilità è inoltre consentita una volta giorno verso un’altra abitazione privata per consentire di potersi vedere con i propri affetti più stretti (2 persone alla volta con al seguito minori di 14 anni e persone disabili). Ciò però è possibile solo all’interno della stessa regione. Questa eccezione è valida solo per le feste di Pasqua e non per i normali giorni di zona rossa. 

LEGGI ANCHE >>> La truffa di Pasqua: il messaggio da ignorare assolutamente

Pasqua in zona rossa: chi sono gli “eletti” che possono lavorare

Uno scenario che vede fermi albergatori, ristoratori e tutti coloro che in qualche modo sono impegnati nel settore turistico. Ciò ha naturalmente generato un enorme malcontento visto che di fatto è stata concessa la possibilità agli italiani di andare a trascorrere le vacanze all’estero, con buona pace dell’economia nostrana.

Tra i lavoratori stagionali è scattato l’allarme. Solitamente in questo periodo dell’anno ne approfittano per aprire la stagione primaverile-estiva e soprattutto per ottenere i primi lauti guadagni. 

Non sarà così purtroppo, ma visto che bisogna garantire i servizi essenziali qualche “fortunato” che avrà l’opportunità di lavorare c’è. Escludendo i noti ed indispensabili operatori sanitari, dipendenti dei supermercati, della farmacie e delle parafarmacie, possono continuare la loro attività lavorativa anche i giornalai, tabaccai, bar e ristoranti (solo e rigorosamente d’asporto o con consegna a domicilio). 

LEGGI ANCHE >>> Vacanze di Pasqua: come si preparano i paesi esteri a ricevere gli italiani

I bar senza cucina possono praticare l’asporto dalle 5:00 alle 18:00 mentre chi ne è provvisto può andare avanti fino alle 22:00 avvalendosi anche della possibilità di consegnare direttamente a casa del cliente. Chiuse tutte le attività che si occupano di commercio al dettaglio.