Secondo il parere dello scienziato Andrea Casadio aprire bar e ristoranti in questa fase è praticamente impossibile. La sua spiegazione ha però generato polemiche e perplessità 

Bar e ristoranti
Foto di Peter H da Pixabay

Il settore della ristorazione è uno tra i più falcidiati dal covid. I gestori dei locali devono far fronte a periodi di chiusura alternati ad altri di apertura a singhiozzo. Una situazione che sta mettendo in ginocchio l’intero comparto, che si sta facendo lecitamente sentire.

A dare loro l’ennesima “mazzata” ci ha pensato lo scienziato Andrea Casadio che in un servizio andato in onda a Piazza Pulita, trasmissione di LA7 condotta da Corrado Formigli, ha spiegato perché a suo parere questo genere di attività dovrebbero rimanere chiuse in questa fase piuttosto critica.

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Bar e ristoranti a rischio covid, la spiegazione dello scienziato, ma quanti dubbi…

Casadio ha affermato che plexiglass, distanziamento e altre misure preventive possono risultare vane all’interno di spazi chiusi. Stando ai risultati degli studi da lui compiuti negli ultimi mesi (condotti anche in ristoranti e bar), il covid non viaggia solo tramite goccioline pesanti in grado di percorrere pochi metri, bensì è composto anche da particelle molto più piccole e leggere in grado di rimanere in aria per diverso tempo.

Per effetto di ciò basta che in sala ci sia una sola persona positiva, che togliendosi la mascherina per mangiare, potrebbe contagiare gli altri presenti. Una teoria che apre però ad infiniti scenari. Se trovasse riscontro sarebbero moltissime le attività da vietare. Motivo per cui i ristoratori presenti in studio da Formigli hanno protestato puntando il dito contro le affermazioni dello scienziato.

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Ciò che lascia in dote questo spunto è perché siano stati penalizzati soprattutto bar e ristoranti. Mense scolastiche e aziendali sono state riaperte, così come altri luoghi chiusi piuttosto frequentati. Inoltre diversi programmi televisivi ospitano persone oltre che il personale addetto ai lavori. Stando a quanto affermato dallo scienziato Casadio nessuna attività al chiuso potrebbe svolgersi se gli effetti sono questi, eppure alcuni vanno avanti e altri sono stati relegati in un angolo, in attesa di “tempi migliori”.