Una signora di Napoli, riordinando la casa durante la quarantena, rovista nella sua cassettiera. Riemerge un buono fruttifero del 1986 che oggi vale un tesoro.

Tesoro
Foto di Alexandra da Pixabay

Già sconfiggere il Covid a cento anni non è qualcosa da tutti. Se poi si pensa che anche la fortuna si è ricordata di lei in un modo che non si sarebbe mai aspettata, si capirà presto come la storia di Angela, combattiva centenaria napoletana, sia di quelle che davvero non fanno perdere la speranza. Innanzitutto la malattia: la signora, che nella sua lunga vita sicuramente ne avrà viste tante, ha sconfitto un mostro che per troppe persone è stato un ostacolo insormontabile. Una quarantena trascorsa in casa, a braccetto con il coronavirus ma senza mai lasciarsi abbattere dalle avversità.

Ed è arrivata una bella vittoria, con la guarigione e la consapevolezza di aver superato una nuova prova, l’ennesima. Un esempio davvero per tutti, specie per i più giovani. E siccome le belle notizie non arrivano mai da sole, ecco che l’arzilla signora ha tratto dalla reclusione forzata in casa un inaspettato colpo di fortuna. Perché non si pensi che la quarantena l’abbia trascorsa a letto: aiutata da una badante, la donna ha impiegato il tempo passato in casa a riordinare qualche cassetto e vecchi ricordi. Ed ecco che, da un comò qualunque, è emerso qualcosa che probabilmente nemmeno ricordava più.

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Indomabile e fortunata: nel cassetto un buono fruttifero da quasi 500 mila euro

Un foglio di carta di più di trent’anni fa, datato 24 ottobre 1986. Ingiallito, stipato in una cassettiera ma ancora portatore di belle notizie. Un buono fruttifero postale, dal valore nominale di ben 50 milioni di lire. Un regalo del padre sembra, che mise la sua intera liquidazione in quel pezzo di carta. E che oggi vale una vera e propria fortuna. Quel buono fruttifero frutterà davvero, e non esattamente pochi spiccioli ma un tesoro a tutti gli effetti. Secondo Poste Italiane, a una prima stima, il valore attuale del buono era di 200 mila euro. Ma qualche dubbio è sorto fin da subito.

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A intervenire, rimescolando decisamente le carte, è intervenuta la giurisprudenza. E, per l’esattezza, l’Arbitrato Bancario Finanziario, le cui decisioni pregresse hanno portato i funzionari delle Poste a rivedere i numeri. Ed ecco che, tenendo presente che i tassi di interesse di riferimento non sono quelli attuali ma quelli posti sul buono stesso, un pezzo di carta diventa un tesoro. I tassi dell’86, infatti, erano decisamente più alti e alla nonnina centenaria quel regalo del papà dovrebbe fruttare a breve qualcosa come 482 mila euro. Davvero non si sa mai cosa si può trovare in un vecchio cassetto.