Richiedere gli arretrati per gli assegni familiari? Si può, ecco come funziona la richiesta e come i pagamenti

Euro (Fonte foto: Pixabay)

Per eventuali dubbi, diciamo subito come funzionano gli assegni familiari: devono essere richiesti perché non vengono calcolati in automatico dall’Inps, ed in alcuni casi è possibile richiedere gli arretrati fino a 5 anni. Per cui, se interessati, rileggetevi tutti gli importi del bonus, per il 2021.

La richiesta viene infatti, presentata proprio all’Inps, con l’apposita procedura online. Si clicca in sezione assegni per il nucleo familiare per compilare poi i campi. Richiesta, che viene quindi presentata secondo il modello SR16 ANF/DIP, dove dovremo indicare i dati richiesti e reddito percepito.

Leggi anche>>> Assegno unico: la grande novità per le famiglie sta arrivando

Assegni familiari, arretrati ed aventi diritto

Per quanto riguarda le persone che avranno diritto agli arretrati, ci sono diverse categorie con differenti requisiti. Intanto, spesso ci si è chiesti invece chi potesse risultare regolarmente richiedente dell’assegno. Vi spieghiamo anche per gli assegni familiari, se i lavoratori autonomi, ne hanno diritto. Per gli arretrati invece, qualunque fosse il momento in cui la spediamo, questa è da ritenersi in retroattivo per un massimo di cinque anni. La richiesta infatti, risulta essere ammissibile per i periodi compresi nei cinque anni precedenti la data in cui viene presentata la domanda. La possibilità di arretrati riguardano: disoccupazione Naspi; mobilità; cassa integrazione; con rapporto di lavoro parasubordinato; in pensione; colf e badanti.

Non perde il diritto, anche il dipendente licenziato. Visto che dal 2019 la domanda viene spedita direttamente presso l’Inps, è l’Ente a pagare gli ANF al richiedente, pure se non c’è datore di lavoro. Questo, accade per particolari lavoratori senza busta paga, come:

  • dipendenti agricoli a tempo determinato;
  • colf, badanti e baby sitter;
  • i lavoratori parasubordinati;
  • i pensionati aventi diritto;
  • i disoccupati;
  • i cassintegrati con pagamento diretto Inps;
  • lavoratori di ditte cessate o fallite.

Leggi anche>>> Buoni Spesa, sostegni fino a 700 euro: ecco come ottenerli

Per i dipendenti del settore agricolo, si apre una parentesi a parte, più la distinzione da fare tra impiegati ed operai. A seconda quindi del tipo di lavoro, la domanda sarà così presentata:

  • Operai agricoli a tempo determinato e figure equiparate alla Sede INPS con il modello PREST. AGR. 21TP (SR 25);
  • Impiegati e operai agricoli a tempo indeterminato (dal 2007), direttamente al datore di lavoro con modulo ANF/DIP SR16 cartaceo.