Vaccino anti Covid, arriva la sentenza: cosa succede al lavoratore che rifiuta di farlo

Arriva la sentenza che può segnare una vera e propria svolta: chi non fa il vaccino anti Covid può essere sospeso da lavoro.

(Fonte: Pixabay)

Il vaccino anti-Covid è senza alcun dubbio uno dei principali argomenti di discussione di questi ultimi giorni. Mentre il Governo, attraverso il Decreto Sostegni, sta provando a varare ulteriori aiuti e supporti per le categorie e per i lavoratori maggiormente in difficoltà, si è scatenata la polemica su chi decide di non sottoporsi al vaccino e svolge magari una professione a contatto con il pubblico.

Ma ecco che, proprio mentre lo scontro potrebbe diventare e divenire via via sempre più aspro ed acceso, che è arrivata una sentenza che potrebbe davvero segnare una sorta di vera e propria svolta sotto questo punto di vista e in questa importante questione. Ma di che cosa si tratta? Giusto entrare nello specifico e nel dettaglio per capirne e saperne qualcosa in più.

PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE >>> Treni covid free: le tratte e le regole per viaggiare in assoluta sicurezza

Vaccino anti Covid, una sentenza che rappresenta la svolta

(Fonte Pixabay)

E mentre in molti si chiedono quanto e come la situazione pandemica possa favorire il gioco d’azzardo, arriva, come detto, che potrebbe mettere fine a molte polemiche e, in un certo senso, far iniziare una sorta di vera e propria nuova era, specie in ambito lavorativo. Infatti il Tribunale di Belluno si è espresso confermando, in quanto legittima, la sospensione del lavoro in caso di rifiuto di vaccino Covid. Basandosi sull’articolo 2087 del codice civile, è stato ribadito il principio secondo cui: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE >>> Lavoratori senza cassa integrazione causa Covid: i dettagli

Una decisione che può essere senza alcun dubbio definita senza precedenti, visto che è comunque la prima in Italia. Il tutto si inserisce nella discussione sullo scudo penale e su una possibile obbligatorietà vaccinale per le categorie maggiormente esposte e più a rischio. Ora non resta che attendere quello che succederà e quello che accadrà, ma certamente questo può essere un punto di partenza importante e non indifferente.