Nuove regole per il social network per eccellenza. Se sei un personaggio noto allora l’insulto è consentito.

Facebook
Facebook (Adobe)

Le politiche di Facebook rispondono a logiche che soltanto lo stesso social network può avere chiare e di fatto appoggiare. Secondo un inchiesta inglese, infatti, sul social sarebbe possibile ad esempio offendere o addirittura augurare la morte ad un vip, mentre invece per i “comuni mortali” questo non è possibile, nel senso che bisogna stare attenti ad offendere un comune utente, perchè in quel caso, allora si rischierebbe grosso.

Questo tipo di ingiustizia, se cosi può essere chiamata, fa quasi sorridere, perchè in un certo senso rappresenta una sorta di disparità di trattamento tra persone comuni ed utenti eccellenti. La cosa, come detto non è sfuggita al Guardian, che ha subito posto la questione all’opinione pubblica, che, chiaramente ha commentato la cosa con troppa leggerezza. La questione, in un certo senso desta curiosità. Il vip può essere offeso, la persona comune, no.

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Sei famoso? Allora ti insulto: le posizioni del social network

Interrogato dallo stesso giornale inglese, Facebook, attraverso i suoi dirigenti ha risposto in questo modo riguardo la questione: “Per i personaggi pubblici rimuoviamo attacchi severi così come alcuni post in cui la perso a è taggata direttamente. Per gli individui privati, la nostra protezione va oltre: rimuoviamo contenuti che vogliono degradare o insultare. Inclusi, ad esempio, i riferimenti all’attività sessuale”.

La risposta del social network chiarisce insomma la situazione, lasciando poco spazio ad altre interpretazioni. Quello che insomma è chiaro è che per comuni utenti esiste, di fatto maggiore protezione da parte dello stesso social.

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Facebook insomma con due pesi e due misure, tutto regolare, tutto probabile, tutto alla fine, vero.