Cartomanti e santoni, il confine tra legalità ed illegalità ai giorni nostri

Cartomanti e santoni sono da sempre in grado di suscitare un certo interesse, con molti che si chiedono se tale attività sia legale o meno. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Prima o poi capita a tutti di ritrovarsi a vivere un momento della propria vita particolarmente difficile, durante il quale si necessita dell’aiuto di persone in grado di tenderci una mano. Nella maggior parte dei casi ci si affida all’aiuto di amici e parenti, oppure professionisti del settore. In altri casi, invece, alcuni possono decidere di rivolgersi a cartomanti e santoni, con la speranza di riuscire a risolvere la propria situazione grazie a pozioni magici, amuleti e altri possibili stratagemmi.

Come evidenziato dal Codacons qualche tempo fa, ogni anno sono ben 13 milioni gli italiani che decidono di affidarsi a maghi, cartomanti e affini, con la speranza di riuscire a scoprire cosa riserva loro il futuro. Alcune volte, però, può capitare di peggiorare la propria condizione, con alcuni ciarlatani che sfruttano le debolezze altrui, pur di riuscire a guadagnare dei soldi. Proprio in questo contesto ci si chiede se l’attività di cartomanti e santoni sia o meno legale. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa dice la giurisprudenza in merito.

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Cartomanti e santoni, il confine tra legalità ed illegalità: cosa dice la giurisprudenza

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Fonte: Pixabay

L’attività di cartomanti e santoni è sempre stata in grado di suscitare un certo fascino, con molti che si chiedono se si tratti di un modus operandi che possa essere considerato o meno legale. Ebbene, proprio su questo argomento è intervenuta la giurisprudenza, grazie alla sentenza n. 10609/21 del 18.03.2021 della Corte di Cassazione. Quest’ultima ha sottolineato come i rituali come malocchio e iella debbano essere considerati illegali. Proprio per questo motivo tale attività è da considerarsi proibita. La legge, infatti, vieta l’attività di ciarlatano. Tuttavia è bene sapere che bisogna distinguere i vari casi presi in esame.

A tal fine ricordiamo quanto pronunciato dal Tar Piemonte, che ha deciso di salvare un cartomante. Il motivo? L’intento di quest’ultimo non era quello di truffare, bensì di fornire consigli secondo lui realmente utili. Ma non solo, in un momento storico come quello attuale in cui è possibile usufruire di un gran numero di canali informativi, si ritiene che le persone abbiano una maggior conoscenza delle possibili truffe in cui è possibile imbattersi e per questo motivo si ritiene che la scelta di affidarsi a tali tipi di attività sia frutto di una scelta consapevole.

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Ovviamente bisogna distinguere i casi in cui ad essere vittima di ciarlatani siano persone che soffrono di disabilità o che possano comunque essere considerate come soggetti deboli. Oltre a maghi cosiddetti inoffensivi, infatti, si rischia di imbattersi in dei truffatori, che propongono la vendita di filtri d’amore o pozioni miracolose, in cambio di grosse somme di denaro. In questi casi, come è facile capire, ci si trova in presenza di contratti considerati nulli, con il cliente che può pertanto richiederne la restituzione. Ma non solo, si può anche far valere il reato di truffa nei confronti di maghi e santoni che si siano appropriati dei soldi attraverso dei raggiri. Una pratica che trova sempre più spesso piede e per cui è necessario prestare sempre la massima attenzione.