Una volta ottenuto l’ultimo stipendio ci si inizia a porre molte domande sulla pensione. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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In seguito al crollo del governo Conte Bis, Mattarella ha affidato la guida del nostro Paese a Mario Draghi. Proprio il nuovo esecutivo è chiamato a prendere delle decisioni importanti in un momento particolarmente complicato come quello attuale a causa del coronavirus. Oltre all’approvazione del Decreto Sostegni, infatti, si è in attesa di altre misure, tra cui la riforma delle pensioni che dovrebbe portare con sé delle importanti novità.

Si tratta, d’altronde, di una tematica che desta sempre particolare interesse, in quanto sono in molti a non vedere l’ora di maturare i requisiti necessari per poter accedere a tale trattamento. Oltre all’età e ai contributi, però, vi è un altro dubbio che finisce per attanagliare in molti, ovvero l’importo. In particolare ci si chiede quanti soldi si perdono con la pensione rispetto all’ultimo stipendio. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Pensione, controllate l’ultimo stipendio: ecco quanti soldi si perdono

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Pensione (Fonte foto: web)

Quando si avvicina il momento della pensione sono in tanti a chiedersi quando percepiranno e soprattutto quanti soldi si perdono rispetto all’ultimo stipendio. A tal fine bisogna prendere in considerazione alcuni aspetti, come ad esempio il tasso di sostituzione. Quest’ultimo, in caso di lavoratori dipendenti, oscilla in genere tra il 70% e l’80%. Se il soggetto interessato percepisce ad esempio 1.500 euro in busta paga e il tasso di sostituzione è pari all’80%, quindi, il trattamento pensionistico sarà pari a 1.200 euro.

Per quanto riguarda i contribuenti autonomi, invece, l’assegno previdenziale potrebbe avere un valore pari al 60% o al 70% dell’ultimo stipendio. Ovviamente si tratta solamente di dati indicativi ed è bene ricordare che ogni caso prevede delle apposite caratteristiche, che vanno a determinare il valore finale del trattamento pensionistico. Oltre al tasso di sostituzione, infatti, ad influire sull’importo finale del trattamento pensionistico sono la retribuzione stessa del soggetto richiedente e il sistema di calcolo previdenziale.

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A tal proposito ricordiamo come ad esempio il metodo contributivo risulti meno vantaggioso rispetto a quello retributivo dal punto di vista della determinazione dell’assegno. Nel sistema retributivo, infatti, la pensione viene calcolata, in percentuale, prendendo in considerazione la media delle retribuzioni percepite durante gli ultimi anni di lavoro. Il sistema contributivo, invece, considera il totale dei contributi versati nel corso della propria carriera lavorativa.