Tramite dei gruppi Telegram e Instagram si inserivano sulle piattaforme utilizzate per la Dad con il chiaro di intento di recare disturbo

Dad
Fonte Facebook – Francesco Mainetti

Pensavano di poter agire indisturbati e di non poter mai essere scoperti, ma le azioni commesse sul web sono quelle che lasciano più tracce. Tre ragazzi della provincia di Milano e Messina (di cui uno minorenne) sono stati smascherati e denunciati per le loro attività di disturbo delle lezioni in Dad di diverse scuole del Bel Paese.

Erano iscritti ad appositi gruppi Telegram ed Instagram finalizzati proprio a queste azioni di disturbo volte ad interrompere le lezioni in maniera definitiva. Un piano diabolico che affonda le sue radici al primo lockdown nazionale, quando diversi insegnanti di vari istituti scolastici avevano denunciato l’accaduto.

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Dad: come i tre impostori riuscivano ad infilarsi nei sistemi di videoconferenza

Grazie ad un lungo e accurato lavoro di investigazione, è stato possibile ai tre responsabili che per forza di cose hanno lasciato in rete diverse tracce delle loro malefatte. Una grossa “mano” l’hanno ricevuta dagli studenti stessi che hanno condiviso con loro i codici di accesso alle lezioni magari per evitare qualche “noiosa” spiegazione o per scongiurare il pericolo interrogazione. 

Anche loro sono stati individuati e hanno commesso queste leggerezze pensando erroneamente che la polizia non approfondisse su questo genere di cose. Tra i messaggi intercettati infatti figurava anche uno piuttosto esplicito in tal senso: “La polizia postale non ha tempo da perdere nel cercare di trovarci”. 

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Nulla di più sbagliato. Salvaguardare l’attività scolastica è un compito importantissimo per le forze dell’ordine, soprattutto alla luce di questa evoluzione figlia delle restrizioni covid.

Una volta scoperti i tre ragazzi hanno ammesso i fatti contestatigli e adesso dovranno rispondere dei reati di interruzione di pubblico servizio e accesso abusivo a un sistema informatico o telematico. Sequestrati pc, tablet e smartphone utilizzati per commettere le clamorose bravate.