Whatsapp, non siamo più al sicuro: interviene la Polizia Postale

Ormai le truffe su Whatsapp si susseguono e con modalità sempre nuove. La Polizia Postale ci dice cosa fare e come difenderci.

Whatsapp

Non c’è più pace per le milioni di persone che in tutto il mondo usano la piattaforma Whatsapp. I truffatori per mestiere si sono ormai uniti a tutti gli utenti e stanno escogitando sempre nuove modalità per rubare soldi e dati. In Italia è emergenza ed interviene la Polizia Postale.

La truffa in assoluto più usata gira sul network ormai da mesi: si tratta della truffa a sei cifre: è mirata a coloro che con il cambio di telefono cellulare devono installare nuovamente Whatsapp. Come per prassi, il sistema del social invia un messaggio a sei cifre per confermare l’identità del possessore e se risultiamo effettivamente noi ci fa accedere.

In questo caso il truffatore invierà un messaggio che dice: Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?”.

Questa modalità porta chi cade nel tranello ad inviare di rimando il codice. A quel punto il truffatore tenterà di installare il nostro Whatsapp sul suo telefono cellulare con il codice a 6 cifre di identificazione da noi inviato. Avrà accesso a tutti i nostri segreti.

L’8 marzo su Whatsapp girava un messaggio firmato Adidas (ma la casa produttrice non lo ha mai mandato). Si regalavano scarpe a tutte le donne, ma il comune denominatore è sempre lo stesso: cliccare un link e lasciare i porpri dati e, naturalmente, i numeri della carta di credito che poi verr puntualmente svuotata. Stessa cosa è successa in questi giorni con una fantomatica festa per festeggiare l’anniversario di Amazon e Esselunga. Una bufala anche questa, una truffa.

E chissà quante altre se ne inventeranno: ecco perché interviene la Polizia Postale che spiega dettagliatamente come difendersi dai criminali nascosti dietro una tastiera.

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Whatsapp, non siamo più al sicuro: i consigli della Polizia Postale su come comportarsi

Si possono riconoscere le truffe? Innanzitutto gli errori di ortografia contenuti nei messaggi truffa che ci vengono inviati. Questa è la modalità più semplice per riconoscere uno scam che vuole tentare di accedere ai dati del nostro conto corrente. Ma vediamo nel dettaglio quello che consiglia la Polizia postale in merito alle truffe online.

Se vi accorgete che qualcosa non va nel vostro account andate subito in uno degli uffici della polizia postale a sporgere denuncia. Si può fare anche una denuncia via Web, ma in seguito si dovrà comunque recarsi in una sede fisica della polizia postale, perché l’atto deve essere registrato personalmente per avere validità.

Quando si denuncia un reato informatico, la polizia postale prende atto, ti difende e registra la presenza di nuovi reati. In questo modo può indagare più a fondo e lanciare campagne di informazione per sensibilizzare altri cittadini e prevenire futuri reati informatici di quel tipo. 

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Cosa fare in caso di attacco informatico

  1. Mantenere la calma
  2. Se sei minorenne, avverti i tuoi genitori.
  3. Salva una copia di messaggi, file e conversazioni relativi al reato. Tutte le informazioni e prove del crimine possono aiutare la polizia a trovare il colpevole e potresti riuscire a ottenere un risarcimento.
  4. Chiama subito la polizia postale. L’agente ti dirà qual è la sede più vicina dove puoi sporgere denuncia, nei casi previsti.
  5. Se sei vittima di un di una truffa con ricatto, ad esempio a sfondo sessuale, non pagare mai! E’ inutile: se paghi, il criminale potrebbe continuare a ricattarti ed estorcerti altro denaro.
  6. Nel caso di accessi illegali ad account e furti di dati personali, cambia subito tutte le password dei tuoi profili più importanti.
  7. In caso di un presunto uso illecito della carta di credito, bloccala e chiama il servizio di assistenza della tua banca.