Pensione anticipata, ecco cosa succederà per i lavori usuranti

La pensione anticipata per i lavori usuranti è argomento di discussione. Ma che cosa si sa su eventuali scadenze? Ecco tutti dettagli.

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Lavoro usurante. Quest’espressione è entrata nel linguaggio giuridico e legato al mondo del lavoro, ma occorre necessario spiegare che cosa va a indicare. Stando all’articolo 1 del decreto legislativo n. 374 del 1993, “sono considerati lavori particolarmente usuranti quelli per il cui svolgimento è richiesto un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere pervenuti con misure idonee”.

Ed è per tutto questo che, quando ci si riferisce a questo settore, non si può non parlare di pensione anticipata. Ed ecco che, come per tutti gli anni, sono previste delle scadenze e dei tempi. D’altronde quando si parla di queste questioni, non si può non tenere conto di riforme, variazioni e ricalcoli. Ma non resta che entrare nel dettaglio e nello specifico.

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Pensione anticipata per i lavori usuranti, tutto quello che ci sta da sapere

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Tenendo conto delle regole generiche per poterla prendere, va ricordato che, nel caso in cui si abbiano i requisiti per il 2022, la domanda andrà presentata entro il primo maggio. A fare chiarezza e a fornire tutte le istruzioni nel dettaglio è stata l’Inps, con il messaggio numero 1169 del 19 marzo 2021. Continuando a parlare di disposizioni, va anche detto che la possibilità della pensione anticipata è stata introdotta dal decreto legislativo n. 67 del 2011.

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Ma, tenendo conto della definizione precedente, quali saranno le categorie che potranno usufruirne? Innanzitutto tutti i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti. Per fare qualche esempio, si può pensare a tutti coloro impegnati nella cosiddetta linea catena, ossia inseriti in un processo produttivo in serie, ma anche i conducenti di veicoli di servizio pubblico e i lavoratori notturni. Insomma, come detto, dal primo maggio, chi ne ha diritto, potrà presentare la domanda e attendere l’esito, che sarà ovviamente comunicato dall’Inps direttamente al lavoratore, sia in caso di rigetto che di accoglimento. Può però essere richiesto un accertamento del possesso dei requisiti.