Casalinghe: quando e in che modalità possono andare in pensione

La pensione delle casalinghe è una tematica abbastanza complessa e articolata. Vediamo insieme in che momento e come possono ottenerla

Casalinga
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Quello della casalinga è un mestiere faticoso e anche molto stressante, ma storicamente non ha mai avuto i giusti meriti. A penalizzare la categoria è anche la mancata riscossione di uno stipendio o comunque di un riconoscimento adeguato alla loro mansione.

Per questo le donne che decidono di badare alla casa e alla prole dipendono strettamente dal marito o da altri parenti che provvedono anche al suo sostentamento. Nonostante ciò però, le casalinghe hanno diritto al trattamento pensionistico al pari degli altri cittadini.

Scopriamo insieme quali sono le regole basilari e i requisiti che devono avere per poter godere delle pensione e poter vivere la vecchiaia in maniera più serena.

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Casalinghe, a che età possono andare in pensione? Quali requisiti devono avere?

In primis è necessaria l’iscrizione al Fondo casalinghe, che consente agli individui che effettuano lavori domestici (anche uomini) di poter aver accesso al trattamento previdenziale. È necessario un versamento all’INPS di una quota minima di 310 euro ed è necessario avere almeno 60 mesi di contributi. 

Iscriversi al Fondo lascia in dote anche altri privilegi come ad esempio l’anticipo pensionistico a 57 anni. In questo caso l’assegno previdenziale può essere richiesto se ha un valore di 1,2 volte rispetto all’importo dell’assegno sociale. 

Qualora così non fosse bisogna attendere i 65 anni così come previsto dalla legge. Naturalmente in questa circostanza non vige nessun obbligo di raggiungimento della quota dell’assegno sociale. 

Dunque, niente paura. Anche le donne che non hanno un impiego contrattualizzato e uno stipendio fisso possono assicurarsi la pensione. D’altronde è un diritto lecito per delle persone che grazie al loro lavoro “dietro le quinte” provvedono a mandare avanti le rispettive famiglie.