Da febbraio potrebbero cambiare alcune regole per quanto concerne lo smart working. Possibile anche l’introduzione di un bonus spesa per chi lavora da casa

Smart Working
Fonte foto: (Pixabay)

Lo smart working è ormai una realtà stabile del mondo del lavoro. L’arrivo imprevisto della pandemia ha solo accelerato quello che era un processo già in atto, verso cui molte aziende volevano convergere a prescindere.

Per questo, ma anche per i danni economici irreversibili causati dal lunghissimo periodo di emergenza sanitaria, è più che probabile che si prosegui in questa direzione anche una volta che sarà ripristinato un regime di normalità.

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Smart working, le ipotesi di bonus e agevolazioni riguardanti il telelavoro

Questo però per forza di cose comporterà degli adeguamenti per rendere più meritocratico questo regime di lavoro che sotto alcuni punti di vista è ancora troppo bistrattato.

In primis dovrebbero essere messi da parte gli accordi automatici tra imprese e sindacati a favore di un concordato obbligatorio tra dipendente e datore di lavoro (così come prevede la legge sul lavoro agile numero 81/2017).

Si sta valutando inoltre l’introduzione di uno smart working semplificato, che prevede dei bonus e rimborsi spese per compensare la riduzioni in busta paga inerenti gli straordinari e i buoni pasto. Nella maggior parte dei casi infatti questi due incentivi non sono previsti nel caso si lavori da casa.

Secondo “La Repubblica” sarebbe al vaglio l’istituzione di un rimborso forfetizzato delle utenze o di un pacchetto welfare che consenta a questa categoria di lavoratori di usufruire dei benefici simili a quelli che percepivano con la modalità di lavoro standard.

Dunque l’aiuto andrebbe a compensare i consumi che vengono chiamati in causa quando si deve prestare lavoro dalla propria abitazione, ovvero luce ed internet. Per far fronte agli straordinari invece potrebbe essere presa in considerazione l’ipotesi del forfait già applicato in ambito privato. Una pista che presenta diversi ostacoli visto che il lavoro agile è più votato al raggiungimento degli obiettivi e allo svolgimento effettivo della prestazione.

In qualche modo la problematica va ovviata, perché in questo modo molti lavoratori si vedono decurtato lo stipendio. Straordinari e buoni pasto (che si aggirano mediamente sui 160 euro mensili) giocano un ruolo determinante nel sostentamento mensile dei cittadini.