Con decreto ministeriale, il ministro per la P.a. Fabiana Dadone proroga al 31 gennaio 2021 le misure per lo smartworking per la Pubblica amministrazione.

Smartworking
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E’ stato un marchio di fabbrica nel periodo della pandemia. Ora, lo smartworking resta in vigore (per quel che riguarda il suo quadro normativo) fino al 31 gennaio 2021. Un altro mese, in cui le misure pensate per adeguare il tessuto lavorativo allo stay at home saranno ancora adeguate alle esigenze sanitarie. Perché resterà anche l’emergenza e chissà ancora per quanto. Il 2021 che inizia porta più incertezze che speranze, e questo ormai è assodato, ma è altrettanto inevitabile che anche tutto il resto debba adeguarsi a un simile quadro.

Con decreto ministeriale, il ministro per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha decretato la proroga delle misure fino alla fine del mese di gennaio.

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Smartworking, avanti un altro mese: misure prorogate al 31 gennaio

Nello specifico, il provvedimento prevede lavoro agile al 50% del personale. Inoltre, si invita “le amministrazioni dotate di adeguata capacità organizzativa e tecnologica” ad assicurare “percentuali più elevate possibili di lavoro agile“, garantendo però “l’accesso, la qualità e l’effettività dei servizi“.

Una di quelle parole entrate a far parte del nostro immaginario collettivo già da tempo, ma solo da qualche mese incastonate nella nostra quotidianità. Una pratica da grandi vantaggi e grandi contraddizioni. Lavoro agile perché non richiede il sacrificio dello spostamento, consentendo di lavorare sugli stessi progetti anche a grandissima distanza. Dall’altro lato, il rovescio della medaglia: la privazione di quelle relazioni umane che, spesso, anche fra colleghi si traducono in gesti semplici. Il confronto diretto, la condivisione immediata. Magari anche un caffè.

Ma non va dimenticato che, fra quei vantaggi decantati, rientrano tematiche che vanno oltre il lato pratico. La riduzione delle emissioni inquinanti e, probabilmente, anche l’aumento della produttività. Declinazioni da attribuire e valutare, come per tutti i grandi cambiamenti. Per ora ci si accontenta delle normative. Ad adeguarsi a un futuro fatto sempre più di connettività e meno di relazione si farà in tempo.