Le feste natalizie stanno per terminare, ma chi pensa che il 6 gennaio l’Epifania oltre alle feste si porterà via anche il coprifuoco, sbaglia di grosso.

Fonte foto web

Dopo tre giorni di arancione, l’Italia ritorna in zona rossa da oggi fino al giorno dell’Epifania con una sola eccezione il 4 gennaio che si tornerà in zona arancione.

Vietato festeggiare il Capodanno all’aperto. Chiusi negozi tranne alimentari e quelli che vendono beni di prima necessità, ristoranti e bar. Sono consentiti l’asporto e la consegna a domicilio dalle 5 alle 22.

“Sì, ristoranti e bar chiusi alle 18, chiusi piscine, palestre, cinema, teatri, stadi. Siamo ancora dentro la seconda ondata, Londra torna verso misure molto dure e anche noi abbiamo ancora troppi casi e troppi morti”.

Vietata la circolazione, tranne che per motivi di lavoro, di urgenza, come uscire per fare la spesa, e sanitari. L’autocertificazione è necessaria per gli spostamenti anche all’interno del proprio Comune. Il coprifuoco resterà in vigore anche dopo le feste.

LEGGI ANCHE >>> Capodanno ecco i primi paesi a festeggiare l’arrivo del 2021

LEGGI ANCHE >>> Vaccino ed economia ecco le correlazioni maggiori

Coprifuoco e restrizioni resteranno anche dopo le feste

In un’Italia in zona rossa per le feste a causa delle restrizioni per il coronavirus, resta “prioritario il ritorno in classe. È il nostro obiettivo – afferma il ministro della Salute Roberto Speranza -. Certo, finché i vaccini non produrranno un impatto epidemiologico sulla popolazione, l’unica cosa che funziona sono le misure restrittive”.

Così, al Corriere della Sera, il ministro della Salute, che sul vaccino AstraZeneca ammette che il ritardo c’è e chiediamo chiarezza. Io ho massima fiducia nell’Ema. La sicurezza è fondamentale, ma non è banale sapere se nel primo trimestre puoi disporre di milioni di dosi di AstraZeneca o no”.

Il piano vaccinale resta quindi quello annunciato dal Governo nei giorni scorsi con la possibilità di aumentare le dosi disponibili dopo l’ok al vaccino AstraZeneca. “L’Italia ha fatto le cose bene e renderemo pubblici tutti i dati in tempo reale, regione per regione. Il punto non è chi somministra prima mille dosi, ma costruire una macchina che consentirà di vaccinare milioni di persone“.