Si è appena conclusa la prima fase dedicata al Cashback, quello di Natale, ma ci sono già i primi intoppi, le prime delusioni.

cashback natale
cashback (adobe)

Non era neppure iniziato il Cashback ufficiale voluto dal governo, che già si facevano i conti con l’esperimento natalizio. Una fase partita con tante difficoltà e ritardi a dicembre già inizato e chiuso il 31. Dal 1° gennaio, la seconda fase: sul conto corrente di chi userà le carte e le app di pagamento digitale verrà accreditato il 10% degli acquisti fatti nei supermercati, nei negozi dagli artigiani, dai professionisti per un massimo, come a Natale, di 150 euro nei prossimi sei mesi.

Ma se il buongiorno si vede dal mattino – ovvero dalla sperimentazione natalizia – nessuno ad oggi può sentirsi certo di avere il rimborso, e forse il Cashback si sta avvicinando al fallimento. Forse. Già, perché tutti gli italiani che hanno aderito all’extra Cashback di Natale, scaricando l’app IO e registrando il loro Iban e le carte a esso collegate, probabilmente non riceveranno quello che speravano. Se riceveranno qualcosa.

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Cashback di Natale: uno su quattro non avrà il rimborso: colpa dei negozi chiusi o della disorganizzazione?

Gli italiani che con entusiasmo hanno aderito al cashback natalizio, sono stati tantissimi: circa 6 milioni. Hanno maturato un credito potenziale di circa 40 euro a testa, per un totale che si aggira intorno ai 200 milioni di euro.

Il governo ha messo sul piatto 228 milioni di euro di rimborsi che, divisi per i 6 milioni di italiani che hanno aderito al piano Cashback, danno un ritorno medio di circa 40 euro a testa. Ma non dovevano essere 150 o comunque il 10% delle spese? Il problema nasce  dagli importi spesi, logicamente frenati dalle chiusure dei negozi che hanno costretto tantissimi italiani ad affidarsi all’e-commerce, quindi mancando le transazioni necessarie, gli italiani si sarebbero fatti un autogol. Non per colpa loro, ovviamente. Per colpa del covid e delle zone colorate.

Come se non bastasse – e qui la colpa non è dei cittadini – i soldi stanziati dal governo a dicembre potrebbero non bastare. E il decreto numero 156 del 24 novembre 2020, quello che cioè ha istituito il Cashback, prevede che “qualora la predetta risorsa finanziaria non consenta il pagamento integrale del rimborso spettante, questo è proporzionalmente ridotto”. Per scoprirlo, si dovrà attendere febbraio, quando sarà erogato il rimborso di dicembre 2020.