Per tutta la durata delle festività di Natale decine di migliaia di locali in tutta Italia esporranno un cartello di protesta verso il Governo.

protesta locali
Il manifesto di protesta. Fonte: https://www.fipe.it/comunicazione/notizie-fipe/item/7572-basta-la-protesta-di-natale-dei-pubblici-esercizi.html

Un “BASTA!” espresso con un mix di rabbia e disperazione da parte di decine di locali “costretti a tenere le serrande abbassate, ristoratori e gestori dei pubblici esercizi italiani non intendono passare Natale e Capodanno in silenzio”.

Infatti, a partite da ieri e per tutta la durata delle festività migliaia di locali in tutta Italia hanno esposto un cartello di protesta all’indirizzo del governo per dire “Basta!”, al caos normativo degli ultimi mesi che continua a penalizzare le imprese del settore.

Come detto, i sentimenti prevalenti sono rabbia ed esasperazione riassunte in un manifesto unitario siglato da Fipe e Fiepet, le principali associazioni di rappresentanza dei pubblici esercizi di Confcommercio e Confesercenti, affiancate dalla FIC – Federazione Italiana Cuochi.

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Protesta dei locali per dire basta:”Non si possono aprire e chiudere i locali come interruttori”

22 DPCM, 36 Decreti Legge, 160 giorni di chiusura, un numero imprecisato di ordinanze regionali, una differenza impressionante fra quanto annunciato e quanto attuato.si legge nel documento di Fipe e Fiepet -. Basta! Questo diciamo ad un governo che apre e chiude le nostre aziende come interruttori e si prende il diritto di vietare il lavoro delle nostre imprese, senza trovare una strada per tutelarle. Siamo esausti e Increduli”.

Il risultato è un settore al collasso che ha deciso di rivolgersi direttamente ai cittadini.
Noi vogliamo e siamo in grado di lavorare in sicurezzaconclude il documento -. Per questo ci rivolgiamo a voi, i nostri clienti: vi chiediamo di esserci vicini e di continuare a sceglierci, dove possibile, anche in queste difficili giornate. La vostra gratificazione e? la nostra forza ed il nostro futuro”.

Al governo, i pubblici esercizi italiani chiedono invece la dignità di attività essenziali e sicure; la prospettiva di un piano di riqualificazione e sviluppo, magari attraverso un adeguato inserimento nel Piano nazionale di Ripesa e Resilienza “la chiarezza sui tempi di riapertura a gennaio; una manovra correttiva che garantisca indennizzi adeguati e ristori calcolati sulle effettive perdite, sostegno all’indebitamento, risoluzione dei problemi di locazione“.