La Fiepet Confesercenti chiede una misura analoga a quella in Germania per bar e ristoranti in lockdwon:”Colpo di grazia per decine di migliaia di imprese”.

ristoranti bar lockdown
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La chiusura nei giorni 24, 25, 26 e 31 dicembre equivale ad una perdita di fatturato di un miliardo di euro per bar e ristoranti. E’ questo il calcolo effettuato dalla Fiepet Confesercenti circa il lockdown natalizio messo in campo dal Governo con la zona rossa in Italia nei giorni festivi e prefestivi e la conseguente chiusura totale di bar e ristoranti che invece avrebbero potuto recuperare un pò di perdite subite nel corso dell’anno.

Per il presidente di Fiepet Confesercenti, Giancarlo BanchieriL’emergenza sanitaria, il primo lockdown e le chiusure degli ultimi mesi hanno messo in ginocchio l’intero settore della ristorazione”.

Si richiede quindi un importante impegno in tema di ristori perchè i giorni di chiusura sono forse i più importanti dell’anno e comunque comportano, come detto, un fatturato di un miliardo di euro per i bar ed i ristoranti che invece dovranno abbassare le loro saracinesche.

Lockdown di Natale, Confesercenti:”Chiediamo ristori al 75% dei ricavi per bar e ristoranti”

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Chiediamo al Governo di assumere un impegno serio nei confronti delle imprese della ristorazione italiana, riconoscendo alle attività, come già fatto dalla Germania, ristori al 75% dei ricavi degli stessi giorni dell’anno precedente. Il fatturato di bar e ristoranti nei giorni 24, 25, 26 e 31 dicembre vale da solo un miliardo di euro”, argomentava ieri Banchieri.

Ma la Confesercenti chiedeva al Governo che venga anche data alle imprese “la possibilità di arrivare al 2021 e preveda, contestualmente alla decisione di un nuovo lockdown nazionale, ristori immediati e certi sulla scia del modello tedesco. Altrimenti saranno migliaia le imprese a rischiare la chiusura definitiva con la conseguenza perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro”.

I ristori nel decreto natalizio sono arrivati, ma prevedono uno stanziamento di 645 milioni di euro da destinare alle attività “che riceveranno un contributo pari a quello già ottenuto in seguito all’approvazione del cosiddetto ‘decreto rilancio’, spiega il Governo.