La missiva dell’Eurotower fa storcere il naso a Via XX Settembre. Ma i chiarimenti sul cashback sembrano per ora far rientrare l’allarme.

Cashback, attenti a cosa acquistiamo: ecco le spese non ammesse
Pagamento cashless (Fonte foto: Pixabay)

Era già esploso il caso cashback, con dubbi mossi sul suo presunto contributo alla corsa agli acquisti natalizi, tradottosi in uno scenario da ordinario weekend natalizio in diverse zone del Paese. Nei giorni scorsi, però, era emersa un’altra possibile problematica, mossa nientemeno che dalla Banca centrale europea, che aveva chiesto espressamente chiarimenti all’Italia sull’incentivo all’acquisto con carta.

Una lettera, da Francoforte a Roma. Obiettivo, capire di più su una misura che, a giudizio dell’Eurotower, avrebbe non solo potuto entrare nel merito di alcune competenze della Bce, ma anche sfavorire alcune fasci di acquirenti. Inevitabile che la collisione sul caso cashback provocasse qualche strascico. Anche perché tutto stava nel capire quale sarebbe stata la risposta del Ministero dell’Economia italiano.

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Guerra fredda sul Cashback, il Mef replica alla Bce: “Argomentazioni non vincolanti”

Ora, a seguito della missiva firmata da Yves Mersch, si è sollevato un mezzo caso. Il Mef, infatti, assicura che la misura varata dall’Italia non viola alcuna norma. Né, tantomeno, va a sfavorire qualcuno (si era fatta l’ipotesi di coloro che non possono acquistare tramite bancomat). Inoltre, anche dal punto di vista della lotta all’evasione fiscale (altro punto che Francoforte chiedeva di chiarire), Gualtieri si è detto tranquillo di come l’Italia non stia omettendo nessun passaggio per garantirla.

Vista la situazione generale, secondo Milanofinanza.it sembra che anche dalle parti dell’Eurotower si inizia a stemperare il tutto. Al momento, però, nessuna comunicazione ufficiale. La Bce avrebbe semplicemente sondato il terreno, come di prassi in casi come questo, per cercare di capire se vi fossero profili di rischio.

“Merito”, forse, anche della risposta arrivata dal Mef, nel quale si spiegherebbe che la lettera giunta da Francoforte “non desta né preoccupazione né ripensamenti rispetto all’iniziativa del Governo italiano. Le argomentazioni di Mersch hanno infatti un carattere puramente formale (circa l’opportunità di consultare la BCE sul provvedimento) e sono per loro natura non vincolanti”.

In sostanza, allarme rientrato per ora. Anche se ancora non ufficialmente. Di sciuro, concludono fonti del Tesoro citate da MilanoFinanza, “gli obiettivi della misura – che ha incontrato fin dal primo momento un grande favore presso i consumatori – sono quelli di favorire la digitalizzazione del paese, aumentare il livello di sicurezza negli esercizi pubblici e favorire il rispetto delle norme fiscali“.