L’Eurotower scrive a Roma, ricordando che incentivare l’uso delle carte potrebbe avere anche svantaggi. Aumentano i dubbi sul cashback.

Cashback Bce
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Cashback sì o cashback no? L’incentivo del governo agli acquisti di Natale, pensato per non far crollare l’economia, ha suscitato qualche dubbio. E non tanto per la misura in sé, quanto per le scene viste nelle grandi città, dove la corsa alle spese di Natale è arrivata anche in tempo di pandemia. Ora però non sono solo i dubbi intestini a gettare ombre sul rimborso deciso dall’esecutivo ma anche la Banca centrale europea. E a bussare alle porte italiane è proprio l’Eurotower.

Secondo Milano Finanza, sarebbe in arrivo una lettera da Francoforte a Roma, per ricordare all’Italia di fare i conti col tema della tutela monetaria. Ossia, con una competenza quasi esclusiva della Banca centrale europea.

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Cashback, la Bce richiama l’Italia: lettera dall’Eurotower

L’equazione fra incentivo agli acquisti e tutela della salute evitando gli assembramenti sembra non aver funzionato. Ma, al momento, la questione sembrerebbe più tecnica. L’Eurotower, infatti, avrebbe intenzione di redarguire il nostro Paese poiché l’istituzione di programmi volti a incentivare i pagamenti elettronici possono sì migliorare la salute pubblica ma, allo stesso tempo, portare qualche effetto collaterale.

Spiega ancora il sito del quotidiano finanziario che l’obiettivo della Bce sarebbe duplice: da un lato ricordare all’Italia che privilegiare i pagamenti bancomat potrebbe disincentivare la libertà di ricorso al contante. Dall’altro, avere chiarezza circa una effettiva programmazione relativa al contrasto dell’evasione fiscale.

Precisa la Bce, che “le limitazioni di pagamento in banconote, decise dagli Stati membri per motivi d’interesse pubblico, non sono incompatibili con il corso legale delle banconote in euro, a condizione che esistano altri mezzi legali di estinzione dei debiti pecuniari“. Inoltre, il ricorso al contanteagevola l’inclusione dell’intera popolazione nell’economia consentendo a qualsiasi soggetto di regolare in contanti qualsiasi tipo di operazione finanziaria“. In pratica, un occhio a chi non può permettersi il ricorso a un conto con bancomat.