Il calendario dei pagamenti del Reddito di Emergenza per il mese di dicembre è ormai delineato. Da non escludere una possibile nuova rata a gennaio

Reddito di Emergenza
Fonte Pixabay

Hanno il via giovedì 17 dicembre 2020 i pagamenti del reddito di emergenza per chi deve ricevere in automatico la quinta rata del sussidio, dopo aver avuto l’accredito di quella dello scorso mese a partire dal 27 novembre.

Dal 18 invece è il turno di coloro che hanno presentato la domanda entro il 30 novembre 2020 e dovrà ricevere la quarta rata. Per quanto concerne la quinta dovrebbe slittare a gennaio. A tal proposito però non ci sono certezze. Il tutto è ancora nel campo delle previsioni.

LEGGI ANCHE >>> Situazione Reddito di emergenza: calendario dei pagamenti

LEGGI ANCHE >>> Reddito di emergenza, al via domande per altre due mensilità: come fare

Reddito di Emergenza, le ipotesi in vista del 2021

Dunque, almeno per il momento sembra che il REM si esaurisca qui. L’auspicio però è che possano esserci ulteriori novità in tal senso, magari con l’istituzione di una nuova rata da erogare con l’arrivo dell’anno nuovo.

Il 2021 si preannuncia piuttosto arduo almeno nella fase iniziale soprattutto in materia di lavoro. Per forza di cose ci saranno dei nuovi sostegni economici, in modo tale da poter ridurre la disparità sociale e permettere anche alle fasce meno abbienti di poter aver un incentivo per affrontare la crisi derivante dalla pandemia.

Le famiglie in particolar modo riceveranno sicuramente ulteriori aiuti, come ad esempio il bonus per famiglie e l’assegno unico per figli. In programma una nuova proroga Naspi (verso il mese di marzo), oltre che un rifinanziamento del Reddito di cittadinanza.

Alla luce di questo scenario non è da escludere una proroga anche del tanto acclamato Reddito di Emergenza, che ricordiamolo può essere richiesto dai cittadini residenti in Italia che abbiano un ISEE inferiore a 15mila euro, un importo del reddito familiare riferito a settembre 2020 inferiore all’ammontare mensile previsto dal beneficio (da 400 a 800 euro) e un patrimonio immobiliare relativo al 2019 non superiore ai 10mila euro.