Cattivi pagatori, non tutto è perduto: il minimo vitale non pignorabile nel 2022

I cattivi pagatori rischiano il pignoramento dei beni compresi stipendi e immobili. Esiste, però, un minimo vitale intoccabile, scopriamo qual è nel 2022.

Conoscere qual è il minimo vitale non pignorabile per l’anno in corso è fondamentale per i cattivi pagatori che temono di rimanere senza beni.

cattivi pagatori
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I cattivi pagatori sono coloro che non sono riusciti a pagare una o più rate di un debito per negligenza o difficoltà economica. Non riuscire a rispettare le condizioni di un contratto di finanziamento significa incorrere in conseguenze gravi come il pignoramento dei beni. Prima di arrivare ad un atto così risolutivo, il creditore avviserà il cattivo pagatore della situazione di rischio. Se l’insolvenza dovesse continuare, si arriverebbe all’espropriazione forzata dei beni mobili e immobili per recuperare la cifra momentaneamente perduta. La società, la banca o l’ente creditore possono pignorare la macchina, la casa, lo stipendio, il conto corrente del debitore nonché gli oggetti presenti nell’abitazione. Ma ci sono regole da rispettare e un minimo vitale non pignorabile. 

Cattivi pagatori, quali beni non sono pignorabili

La Legge italiana stabilisce che alcuni beni non potranno mai essere pignorati. Parliamo delle fotografie, della fede nuziale, degli oggetti sacri, del tavolo su cui si mangia, degli armadi, delle sedie, del letto, della biancheria, degli elettrodomestici indispensabili, delle armi, dei beni commestibili, delle lettere, delle decorazioni al valore, dei registri di famiglia e degli animali da compagnia.

In più, non sono oggetto di pignoramento gli strumenti necessari per svolgere un’attività lavorativa o l’occupazione svolta dal debitore ma solo se il debito può essere coperto con altri beni.

Qual è il minimo vitale nel 2022

Ogni anno la quota del minimo vitale non pignorabile viene rivalutata sulla base dell’inflazione. Nel 2022 è pari a 690,42 euro. Da precisare che questo limite vale unicamente per le pensioni e non esiste per gli stipendi. Solo l’assegno pensionistico non può essere pignorato perché determinante per la sussistenza dei pensionati.

Se la pensione percepita è inferiore al minimo vitale allora non si rischia di incorrere in un pignoramento. La somma non si può toccare nemmeno togliendo una cifra minima. Se l’importo dell’assegno pensionistico, invece, è superiore al minimo vitale, il pensionato potrebbe assistere al pignoramento di un quinto della somma eccedente. Poniamo l’esempio di una pensione di 1.200 euro. L’eccedenza rispetto ai 690,42 euro è di 509,58 euro. Di conseguenza, il pignoramento sarà possibile solo per 102 euro (un quinto di 509,58 euro).

Come evitare il pignoramento dei beni?

I cattivi pagatori possono evitare il pignoramento dei beni pagando quanto dovuto entro dieci giorni dalla notifica di precetto. Una seconda strada è l’accordo con il creditore. Si tratta di un’intesa tra creditore e debitore di transizione extra giudiziale. Il debitore si impegna a corrispondere quanto dovuto e il creditore si dichiara pronto a cancellare l’atto di pignoramento dai Pubblici Registri.

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L’ultima alternativa prevede che il cattivo pagatore si opponga al pignoramento con un ricorso al Giudice. La vittoria si potrà ottenere solo in caso di vizi di procedura o del titolo che ha avviato l’espropriazione forzata.