Stato d’emergenza per siccità in 5 regioni: le conseguenze sono pesanti

Dichiarato lo Stato d’emergenza per siccità in cinque regioni italiane. Scopriamo cosa comporta per i cittadini.

Cinque regioni italiane sono in allarme, lo stato di emergenza per la siccità è stato dichiarato e ora si assiste al razionamento dell’acqua.

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In un susseguirsi di disgrazie, la siccità arriva a completare un quadro disarmante per la popolazione. Le piaghe d’Egitto nell’epoca moderna si sono tradotte in una lunga pandemia, in un conflitto e in un nuovo stato d’emergenza legato ad un clima ormai irriconoscibile. Siamo all’inizio del mese di luglio e già da qualche settimana sembra di essere in pieno agosto con temperature ben oltre alla media. Picchi di 40 gradi senza pioggia da mesi significa che i fiumi si prosciugano, i campi non possono essere innaffiati, la produzione agricola va a fondo e l’acqua va razionalizzata. È quanto sta succedendo in cinque regioni italiane, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Il Consiglio dei Ministri si è trovato costretto, dunque, a dichiarare lo Stato d’emergenza per siccità.

Emergenza siccità, cosa sta succedendo

Il Governo ha stanziato 36,5 milioni di euro da ripartire tra le regioni in cui è stato dichiarata l’emergenza siccità. Al Veneto arriveranno 4,8 milioni di euro, all’Emilia Romagna 10,9 milioni di euro, alla Lombardia 9 milioni di euro, al Friuli Venezia Giulia 4,2 milioni di euro e, infine, al Piemonte 7,6 milioni di euro. Le risorse serviranno per mettere in atto i primi interventi volti ad affrontare lo Stato di emergenza per siccità.

La dichiarazione si è resa necessaria dopo aver appurato la gravità della situazione. Servono misure prioritarie e strutturali nel medio e lungo termine e lo Stato deve garantire sia i ristori sia un piano per affrontare efficacemente l’emergenza. Dovrà seguire a breve, poi, un Decreto siccità rivolto alle cinque regioni a rischio che provvederà con la nomina di un commissario straordinario che si occupi di coordinare gli interventi che verranno effettuati.

Quando terminerà il caldo e tornerà la pioggia

Le previsioni ipotizzano una fine del caldo torrido a giorni, anzi, nelle prossime ore. Le temperature dovrebbero iniziare a diminuire grazie all’arrivo di un anticiclone delle Azzorre che dovrebbe farle rientrare nelle medie del mese di luglio. Inoltre, tra oggi e domani si ipotizza pioggia nelle regioni del nord Italia. I cittadini potrebbero, così, tirare un sospiro di sollievo sperando che la quantità di acqua risulti sufficiente per arginare l’emergenza ma non eccessiva da creare danni.

Campi e giardini che stanno seccando a causa della mancanza d’acqua – ricordiamo che con il razionamento non è possibile già da qualche giorno innaffiare i propri terreni – potranno essere innaffiati se la danza della pioggia arriverà puntuale.

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