Le tazzine di caffè non sono tutte uguali: alcune sono nocive per la salute

Il caffè è uno dei piaceri principali per gli italiani. Alle volte però bisogna fare attenzione a quanto e come lo si dolcifica

L’uso spropositato di zucchero può infatti causare dei problemi piuttosto gravi per la salute umana. Quali sono nello specifico.

Caffè
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Il caffè sta bene con tutto ed è un momento importante nella tradizione italiana. Molte persone ne abusano, arrivandone a bere anche più di 3-4 al giorno, ovvero di quella che è la soglia consigliata.

A prescindere dagli effetti che può avere, in questa sede l’oggetto dell’analisi è ciò che viene utilizzato per poterlo dolcificare. Infatti, eccetto i veri cultori che lo bevono amaro, gli altri aggiungono sempre dello zucchero per rendere il sapore meno forte.

A quali patologie può contribuire lo zucchero messo nel caffè nel lungo periodo

In tal senso spicca lo zucchero bianco, che rappresenta il principale bene complementare associabile al caffè. Poi ci sono lo zucchero di canna e il dolcificante. Anche in questo caso, un po’ per sentito dire si sa che è meglio non abbondare con le dosi, ma è bene conoscere i motivi reali per cui è bene essere accorti.

Secondo gli studi condotti dall’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), una dieta con troppi zuccheri (che aumentano il livello glicemico), può aumentare le probabilità di contrarre un determinato tipo di tumore, ovvero quello al seno. Per altre tipologie invece le probabilità sembrano di gran lunghe minori.

Questo perché lo zucchero da tavola spesso è composto da glucosio e fruttosio. Si tratta di due elementi che contribuiscono a far aumentare la concentrazione di insulina nel sangue e che favorisce l’infiammazione e la crescita anomala delle cellule, favorendo di fatto lo sviluppo di tumori. 

Per via di ciò sarebbe opportuno ridurne il consumo e trovare un’alternativa nel momento in cui si si sta a tavola e magari si assapora una tazzina di caffè (clicca qui per saperne quanto ne può bere chi soffre di ipertensione). Un esempio in tal senso potrebbe essere il miele (da spalmare su un pezzo di pane o qualcosa del genere), il quale ha notevoli proprietà nutritive ed antinfiammatorie. Ovviamente anche in questo caso non bisogna lasciarsi andare all’eccesso. Un buon viatico potrebbe essere l’alternanza tra le due sostanze.