Pensioni 2022, come alzare l’importo con le maggiorazioni

L’importo delle pensioni può aumentare grazie alle maggiorazioni. Vediamo chi può richiederle, a quanto ammontano e quali sono i requisiti richiesti.

I titolari di un assegno pensionistico di basso importo possono avere accesso alle maggiorazioni sociali mensilmente oppure una volta all’anno.

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Il tema “pensioni” è particolarmente sentito in Italia dato che tante persone si ritrovano a vivere gli anni post-lavoro con un importo esiguo. Il trattamento pensionistico base risulta essere insufficiente per sostenere le tante spese mensili che gravano sulle spalle dei pensionati e gli aiuti del Governo si rendono necessari per alleggerire le difficoltà economiche. Tra le prestazioni da richiedere ci soffermeremo sulle maggiorazioni sociali che vengono erogate sotto forma di un incremento dell’assegno pensionistico di base.

Pensioni e maggiorazioni sociali

Esistono due tipologie di maggiorazioni sociali, quelle annuali (la quattordicesima) e quelle mensili. Si tratta di bonus economici che il Governo riconosce ai titolari di una pensione di basso importo e che hanno dei redditi inferiori rispetto determinati limiti. Condizione necessaria per poter accedere alla prestazione è l’età minima di 60 anni. Per quanto riguarda l’importo occorre sapere che viene definito in relazione all’assegno pensionistico base non tenendo conto di un’altra agevolazione concessa a chi è in difficoltà economica, l’integrazione al trattamento minimo. Parliamo di uno strumento che permette di integrare l’importo dell’assegno con la somma necessaria per raggiungere il limite minimo consentito dalla Legge che cambia annualmente e che nel 2022 è fissato a 524,34 euro mensili.

Importi e requisiti della maggiorazione mensile

I pensionati con età compresa tra 60 e 64 anni riceveranno una maggiorazione pari a 25,83 euro; tra i 65 e i 69 anni di 82,64 euro mentre chi ha minimo 70 anni riceverà una maggiorazione sociale di 136,44 euro oppure 124,44 euro se percettori della quattordicesima mensilità. Gli importi citati sono esenti dal pagamento IRPEF e sono fissi.

Per quanto riguarda i requisiti da rispettare indichiamo la soglia reddituale personale di 6.816,42 euro (ossia inferiore al trattamento minimo) e la soglia reddituale coniugale (se il pensionato è coniugato) di 12.901,72 euro. La maggiorazione stessa, poi, non deve permettere il superamento dei limiti citati. Ecco perché nel caso in cui il bonus dovesse incidere sul superamento della soglia reddituale verrebbe applicata una riduzione avvalendosi del calcolo della differenza tra limite reddituale e reddito percepito diviso 13.

Pensioni e quattordicesima

Il secondo tipo di maggiorazione è la quattordicesima, erogata una volta all’anno – solitamente nel mese di luglio – nel cedolino della pensione. L’importo erogato è uguale di anno in anno ma varia da pensionato a pensionato a seconda del reddito complessivo. Più precisamente la somma dipenderà dal rapporto tra importo dell’assegno pensionistico e trattamento minimo. Se inferiore di 1,5 volte verrà erogato un importo, se compreso tra 1,5 e 2 un altro importo e superiore ai due un altro ancora. In più vengono considerati i contributi maturati.

Fino a 15 anni (18 per gli autonomi) spettano 437 euro; da 15 a 25 anni (o tra 18 e 28) la quattordicesima varrà 546 euro e oltre i 25 anni (oppure oltre i 28) di contributi spetteranno 655 euro. Queste le cifre per chi rimane sotto i limiti reddituali di 10.224,83 euro. Con gli stessi riferimenti, chi ha un reddito compreso tra 10.325,83 e 13.663,10 euro percepirà 336 euro, 420 oppure 504 euro.