Stop motori benzina e diesel: quando potremo dire addio al carburante

La politica dell’Unione Europa è quella di dare la svolta definitiva alla rivoluzione green ponendo lo stop motori benzina e diesel

Da quando non ci saranno più in commercio auto alimentate da carburanti nocivi? Ecco le varie scadenze nel vecchio continente.

Stop motori benzina e diesel
Fonte Adobe Stock

Salvaguardare l’ambiente e anche le tasche dei consumatori. La convergenza verso l’utilizzo totale di auto elettriche o alimentate da altre sostanze non dannose sta diventando sempre più una necessità.

Se fino a qualche tempo fa la prima ragione era quella di diminuire le emissioni di gas nocivi nell’atmosfera, adesso si aggiunge la necessità di dire definitivamente addio ai carburanti. Nel 2022 stanno letteralmente falcidiando le famiglie del Bel Paese, che purtroppo non possono farne a meno.

Stop motori benzina e diesel: ecco quando avverrà in Europa

Per questo torna di estremo interesse lo stop della produzione di motori a benzina e diesel. Le case automobilistiche naturalmente non sono contente di ciò, ma dopo le prime resistenze hanno di fatto cambiato approccio.

Infatti molte si stanno adeguando, anche con largo anticipo rispetto a quanto chiede l‘Europa, che dal 2035 vuole mettere fine all’era dei motori a combustione. La Germania ad esempio ha deciso di aderire al piano climatico Fit for 55, mettendo al bando motori termici dal 2035.

Una presa di coscienza importante per un paese che sembrava poco propenso al cambiamento anche per via della presenza di diverse aziende costruttrici sul suo territorio. 

A gran voce si chiede anche all’Italia di prendere spunto con la fine della vendita delle vetture con motori endotermici. Anche la gente è sempre più propensa alla transizione verso le auto elettriche. 

Allo stato attuale però non ci sono grandi novità, si vive una fase di stallo. Il ministro per la transizione energetica Roberto Cingolani ha infatti definito indicativa e non tassativa la data del 2035. 

Bisogna però considerare anche i dati oggettivi inerenti la questione. Nel 2019 secondo quanto appurato dall’ente pubblico ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), il trasporto stradale ha causato il 23,4% delle emissioni nazionali totali di CO2. Le autovetture sono le principali responsabili di questo allarmante trend con una percentuale del 68,7%.