Inps: chi perde il lavoro può avere accesso a due misure ‘salvavita’

Chi perde il lavoro ha diritto a due misure assistenziali previste dalla Stato italiano. Scopriamo quali sono per riuscire a vivere nell’attesa di una nuova occupazione.

Il licenziamento rischia di causare gravi conseguenze al lavoratore che non conosce le indennità da richiedere per un supporto economico durante la ricerca di un nuovo lavoro.

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La perdita del lavoro rappresenta un grande ostacolo da affrontare soprattutto se ci si ritrova senza occupazione quando si sono superati i quarant’anni. Sapersi reinventare diventa fondamentale per poter reinserirsi al più presto nel mondo del lavoro e continuare, così, a vivere dignitosamente e a mantenere la propria famiglia. Seguire corsi, aggiornarsi sulle offerte di lavoro del momento, far diventare una passione un’occupazione sono alcune delle idee da seguire per risolvere il prima possibile la pesante situazione di disoccupazione. Spesso il lavoratore licenziato senza giusta casa denuncia il datore di lavoro iniziando una lunga causa per poter avere un risarcimento o il proprio posto di lavoro. In ogni caso, è bene conoscere le misure per ammortizzare il periodo di assenza dell’occupazione previste dallo Stato Italiano.

Chi perde il lavoro ha diritto all’assegno di disoccupazione

La Naspi è l’assegno di disoccupazione previsto per i cittadini che perdono il lavoro non per loro responsabilità. Per ottenere l’erogazione della misura occorre rispettare specifici requisiti. Nello specifico, la Naspi si rivolge a tutti i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perso involontariamente l’occupazione. Rientrano nell’elenco anche gli apprendisti, i dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato e i soci di cooperative.

L’assegno viene corrisposto mensilmente per un numero di settimane equivalente alla metà del numero delle settimane contributive dei quattro anni precedenti. L’importo corrisponde al 75% della retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anno. A partire dal sesto mese, poi, scatterà una riduzione del 3% (e non più dal terzo mese).

Reddito di Cittadinanza

In attesa di una nuova occupazione, chi perde il lavoro può fare domanda di Reddito di Cittadinanza. La misura si rivolge ai cittadini con reddito inferiore a 6 mila euro all’anno e patrimonio immobiliare non superiore a 30 mila euro. Nel 2022 le verifiche sulla soddisfazione dei requisiti saranno più serrate per evitare inganni da parte dei furbetti del Reddito di Cittadinanza.

La misura prevede, poi, la stipula di un patto per il lavoro in modo tale da velocizzare la ricerca dell’occupazione. Il percettore, inoltre, dovrà recarsi almeno una volta al mese al centro per l’impiego per conoscere le offerte di lavoro idonee al proprio profilo e non accettando più di due proposte si perderà il diritto all’incentivo.