Aprire una lavanderia: ci hai mai pensato? Potrebbe essere una svolta

Aprire una lavanderia a gettoni può rivelarsi redditizio, a patto di sapere quali passi compiere: ecco l’iter burocratico e i costi da affrontare

A gettoni o self service è una scelta imprenditoriale non così onerosa sul fronte delle spese, tuttavia occorre essere ben consapevoli degli obblighi e degli adempimenti da affrontare.

aprire una lavanderia 

Chi conosce un po’ la realtà della micro-imprenditoria italiana e degli investimenti in questa direzione, saprà probabilmente come, alcuni anni fa, si sia verificato un vero e proprio boom nelle aperture delle lavanderie self-service o a gettone.

Oggi non si tratta più di un’espansione dai ritmi simili a quelli di qualche tempo fa, ma aprire una lavanderia a gettoni resta pur sempre un “evergreen” dei business funzionanti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Basta dare un’occhiata a quante ve ne sono nelle grandi città, per rendersene conto.

Di seguito intendiamo focalizzarci proprio sulle lavanderie a gettone, onde capire che cosa serve per aprirne una, quali sono i requisiti, come di fatto funziona l’attività e vedremo anche qual è l’investimento richiesto per aprirne una, nonché i possibili guadagni. Ecco tutti i dettagli in proposito.

Aprire una lavanderia a gettoni: quali sono i vantaggi?

Come appena accennato, dette attività imprenditoriali hanno la peculiarità di poter restare aperte tutto il giorno senza limitazioni, anche nei festivi. Non solo. Le lavanderie possono essere operative senza il bisogno continuo di una persona fisica, che gestisca l’attività sul posto.

Per colui che decide di avviare e gestire una lavanderia automatica, sarà sufficiente andare a ritirare l’incasso giornaliero e dare luogo alla manutenzione e supervisione dei macchinari, oltre che alla pulizia dei locali, particolarmente auspicata per un’attività di questo tipo.

Controllo remoto tramite sistema di sorveglianza

Per quanto riguarda il controllo di ciò che accade negli spazi del negozio, oggi – grazie alle moderne tecnologie – si potrà benissimo controllare l’attività comodamente dalla propria abitazione, in virtù di un sistema di telecamere a circuito chiuso e di sistemi informatizzati, che consentono un costante ed efficace controllo e monitoraggio da remoto.

Aprire una lavanderia a gettoni – o self-service – certamente rientra tra le idee imprenditoriali a basso costo. Rappresenta una soluzione tra le più economiche per avviare un’attività in proprio. Ed anche gli spazi del locale non debbono per forza essere molto grandi: qualche decina di metri quadrati si rivela più che sufficiente per garantire un ritorno economico più che soddisfacente.

Sicurezza sanitaria

Insomma, non vi sono particolari dubbi a riguardo: le lavanderie automatiche rappresentano un valido business autonomo da gestire da soli, anche in formula part-time e ad integrazione di un altro lavoro sia alle dipendenze, che di natura imprenditoriale.

C’è poi da considerare lo scenario legato alla pandemia. Infatti, in considerazione delle abitudini sviluppate dai consumatori, le lavanderie self-service ben si abbinano alle regole di sicurezza sanitaria, utilizzate negli ultimi anni. Assenza di personale, mancanza di contatti interpersonali, apertura h24 e no chiusure per ferie. Ecco insomma una lista di vantaggi che certamente giocano a favore dell’apertura di un’attività imprenditoriale di questo tipo.

Vero è tuttavia che, in base ai più recenti studi, le lavanderie automatiche più redditizie del mondo, e anche del nostro paese, sono quelle che implicano la presenza di uno staff o almeno di una persona di riferimento all’interno del negozio. Il motivo è intuibile. Ciò crea una maggiore sicurezza nel cliente, che è assistito e guidato in ipotesi di dubbi o problematiche, mentre il contatto interpersonale sicuramente agevola la fidelizzazione e aumenta non di poco le possibilità che il cliente ritorni nella stessa lavanderia, perché ha apprezzato la qualità dell’assistenza degli addetti.

Aprire una lavanderia a gettoni: cosa considerare prima di avviare l’attività

Vero è che avviare un’attività imprenditoriale di questo tipo non comporta un grandissimo esborso, se paragonato alle spese per l’apertura di altre attività. Ci riferiamo ovviamente all’acquisto delle lavatrici, delle asciugatrici, degli arredi e dello stesso locale.

Ma è pur vero che ci sono delle considerazioni da fare, anteriormente alla scelta di aprire la lavanderia in oggetto.

Pensiamo ad esempio alla posizione dell’attività. La zona in cui collocarla deve essere almeno abbastanza popolata, e specialmente di persone potenzialmente interessate al servizio. Appare opportuno dunque aprire una lavanderia presso aree residenziali, turistiche o centri universitari. I clienti non mancheranno.

Non solo: l’imprenditore dovrà anche considerare la tipologia di clientela target per questa attività. Coloro che utilizzano la lavanderia a gettoni infatti sono infatti soprattutto: lavoratori fuori sede, trasfertisti, studenti universitari, turisti, e alcune tipologie di associazioni, dormitori, B&B e affitta camere. E’ comunque altrettanto vero che una famiglia media italiana ha una lavatrice in casa e dunque tendenzialmente non si avvale di tale servizio.

Aprire una lavanderia a gettoni: i servizi alla clientela

Non meno importante è l’aspetto legato ai servizi da offrire alla clientela, da parte di colui il quale intende aprire una lavanderia a gettoni o self service. In particolare, occorre rimarcare che i ricavi conseguiti da una lavanderia a gettoni sono esclusivamente dati dal lavaggio e dall’asciugatura dei vestiti e potrebbero dunque non bastare a garantire sostenibilità economica all’attività sul medio periodo. Ecco perché l’imprenditore interessato ad un’iniziativa di questo tipo, farebbe bene a valutare la possibilità di offrire altri servizi collegati. Ci riferiamo ad esempio ai distributori automatici di snack e bibite, alla vendita di detersivi e ai servizi di ritiro e consegna a domicilio.

Proprio i detersivi potrebbero rappresentare un elemento in grado di far presa su taluni clienti. Laddove infatti i detersivi forniti dalla lavanderia siano eco sostenibili, ovvero a basso impatto ambientale, andrebbero certamente incontro alle esigenze di una clientela sempre più attenta alla problematica del rispetto della natura.

Altri esempi di servizi aggiuntivi possono essere rappresentati da un sito web ed una app ad hoc per raccolta punti o prenotazione servizi, l’angolo bar (anche con macchinette automatiche), il lavaggio a secco per capi particolari, un’area relax, lavatrici dedicate al lavaggio degli articoli per animali e non solo.

Come si può agevolmente notare, non mancano di certo le alternative per personalizzare l’attività imprenditoriale in oggetto e renderla più ricca di attrattività per tutti i potenziali clienti.

Lavanderia: burocrazia, documenti e i requisiti

Abbiamo detto in precedenza che l’avventura imprenditoriale consistente nell’aprire una lavanderia a gettoni non impone un esborso di denaro così consistente, specialmente se paragonato all’apertura di altre attività (pensiamo ad es. ad un fast food). Perciò non deve sorprendere che l’iter burocratico mirato ad aprire una lavanderia automatica non si distingua per complessità. Anzi, gli adempimenti e le regole da rispettare sono tutto sommato non molti e tutti i permessi possono essere ottenuti con facilità e in breve tempo.

Ecco in sintesi i passi da seguire per aprire una lavanderia a gettoni o self service, in modo conforme alle norme vigenti:

  • Apertura di una partita Iva;
  • Registrazione della società alla Camera di Commercio;
  • Apertura delle posizioni INPS e INAIL;
  • Presentazione della comunicazione di inizio attività al Comune (SCIA);
  • Ottenimento dell’idoneità igienico sanitaria dall’ARPA.

Dal punto di vista burocratico e degli adempimenti da rispettare, c’è un altro aspetto degno di nota, che ora evidenzieremo. Infatti le lavanderie self-service non possono presentare alcune tipologie di servizi, potenzialmente ricollegabili ad essa. Ci riferiamo ai servizi di sartoria e alla manutenzione dei capi o stiraggio.

Legge n.84 del 2006

Se pertanto la finalità dell’imprenditore è (anche) offrire i suddetti servizi, l’attività non farebbe parte tecnicamente nella definizione di lavanderia a gettoni. Soprattutto, in dette circostanze deve essere prevista la presenza di un tecnico abilitato per i suddetti servizi, come fissato dalla legge n. 84 del 2006, dal titolo “Disciplina dell’attività professionale di tintolavanderia”.

In effetti, scopo del legislatore è stato quello di evidenziare una distinzione netta tra i servizi che può dare una lavanderia classica rispetto a quanto offerto da una lavanderia automatica a gettoni. Il motivo è semplice: le lavanderie o tinto lavanderie tradizionali debbono rispettare una serie di leggi e requisiti più stringenti, anche di ambito ambientale.

Quanto costa aprire una lavanderia a gettoni?

Sopra abbiamo accennato al fatto che aprire una lavanderia a gettoni è cosa ben diversa dall’aprire una lavanderia tradizionale, con relativo personale. Ebbene, detta differenza si riflette anche sul piano dei costi dell’investimento. Infatti, si tratta di una spesa minore: i costi medi possono essere stimabili e inclusi tra un minimo di 40.000 euro circa e un massimo di 60.000 euro circa.

Cosa incide sui costi

Non bisogna dimenticare che variabili significative, le quali incidono sulla spesa complessiva, sono le seguenti:

  • Affitto o acquisto del locale da adibire a lavanderia a gettoni o self service;
  • Numero e qualità delle lavatrici acquistate;
  • Numero e qualità delle asciugatrici acquistate;
  • Arredi;
  • Costi della pubblicità dell’attività;
  • Periodici interventi di manutenzione del locale;
  • Costi delle utenze;
  • Adempimenti di ambito burocratico.

Per quanto riguarda i costi, al fine di aprire una lavanderia a gettoni di piccole dimensioni – ossia di 30–40 mq – si può mettere in gioco un investimento di circa 30.000 – 40.000 euro.

Ma per un locale più grande – fino a 100 mq e magari posizionato in qualche trafficato quartiere di una grande città – i costi potrebbero salire e raddoppiare, considerando le voci di spesa sopra riportate.

Vero comunque che, essendo un’attività di modeste dimensioni e che non implica un’estesa articolazione, dopo aver sostenuto i costi iniziali e di avviamento, tranne che per le attività di manutenzione, le spese si riducono in modo sensibile e ciò consente all’imprenditore di rientrare in tempi brevi della spesa effettuata.

Le varie voci di spesa di cui tenere conto

Chiaro che per aprire una lavanderia a gettoni, occorrono lavatrici ed asciugatrici. Pertanto, per un locale di 30-40 mq la situazione opportuna a garantire un guadagno, è rappresentata da almeno 3/4 lavatrici e da almeno 2 asciugatrici. In particolare, le lavatrici a gettoni dovranno avere un carico potenziale da almeno 16 kg con 1000 giri e le asciugatrici da almeno 8 kg. Comprare questi strumenti significa dover mettere in conto una spesa di almeno 25-30mila euro. Se si tratta di attrezzature usate, si può risparmiare qualcosa.

Non solo. Insieme a ciò serviranno altresì dosatori per detersivi, sedie e ceste per il bucato, cartelli illustrativi, e ovviamente gli arredi. Non dovrà mancare altresì un sistema con almeno un paio di telecamere a circuito chiuso. Per questi ultimi costi, si tratterà di dover sborsare in totale alcune migliaia di euro, quindi colui che intende aprire una lavanderia a gettoni deve essere ben conscio di tutte le voci di spesa che entrano in gioco.

Altra voce di spesa, non meno rilevante, è rappresentata dagli scarichi fognari. Se infatti il locale in cui si andrà a svolgere l’attività ne è privo, l’installazione ed i lavori per una rete di scarico a norma potrebbe comportare una spesa anche di varie migliaia di euro. Detto investimento è essenziale soprattutto se non si vuole rischiare di avere multe molto alte da parte dell’Asl, con il connesso rischio di dover chiudere l’attività.

Il franchising per aprire una lavanderia a gettoni

A questo punto occorre sottolineare che, accanto all’apertura dell’attività vista finora, in cui tutto è nelle mani delle scelte e delle capacità dell’imprenditore, vi è un’altra soluzione molto interessante e che fa risparmiare qualcosa. Ci riferiamo all’apertura della lavanderia a gettoni in franchising.

La modalità del franchising consente di ridurre in modo consistente l’investimento e, ovviamente, conduce alla rete di benefici e vantaggi legati al meccanismo del franchising.

Quest’ultimo funziona sostanzialmente nei termini seguenti: la casa madre fornisce i materiali e le attrezzature; forma il futuro gestore dell’attività; supporta e svolge consulenza; pubblicizza l’apertura della nuova attività di lavanderia a gettoni in franchising.

Scegliendo un marchio di successo, è dunque possibile sfruttare una serie di servizi inclusi nei costi di avviamento, al fine di facilitare il successo della propria attività. Eccone alcuni nel dettaglio e a titolo meramente esemplificativo:

  • Ricerca e progettazione del locale più adatto;
  • Lavatrici, asciugatrici, sedie, ceste per il bucato, cartelli illustrativi e il resto delle attrezzature e dell’arredamento della lavanderia;
  • Sistema di controllo della lavanderia (cassa + controllo da remoto anche da app);
  • Formazione continua nel proprio punto vendita per imparare a gestire e promuovere al meglio la propria attività;
  • Fornitura di materiale di marketing per la promozione della lavanderia a gettoni;
  • Consulenza ad hoc per la direzione dei lavori;
  • Sito web personalizzato e posizionato nel web per le parole chiave di interesse.

Come si può agevolmente notare, aprire un’attività di questo tipo tramite franchising può davvero rivelarsi una scelta azzeccata, contando sull’appoggio di un marchio consolidato e che può fornire tutto il know-how che serve specialmente a chi è inesperto per quanto riguarda il settore.

Vantaggi e costi del franchising

Da rimarcare che sfruttare un marchio consolidato, come quello legato alla rete del franchising settore lavanderie gioca sicuramente a vantaggio di colui che vuole gestire un’attività di questo tipo. Infatti, come già succede per tantissimi altri esempi di franchising, i clienti tenderanno a fidarsi di più quando riconoscono nel marchio sicurezza e affidabilità. E l’affiliazione commerciale consente un format ben definito e collaudato.

Dunque scegliere un marchio oggettivamente popolare e rinomato aiuterà molto l’attività, specialmente nella fase iniziale.

Considerati i vantaggi del franchising nel settore delle lavanderie a gettone, vediamo in breve i costi. Ebbene, come anticipato in precedenza, potrebbe essere davvero interessante scegliere di aprire una lavanderia in franchising: infatti i costi sono mediamente inferiori, anche di un 20%.

In altre parole, è possibile aprire una lavanderia a gettoni in franchising, compiendo una spesa totale variabile a partire dai 20-25mila euro. Inoltre un investimento ridotto come questo consente di rientrare in minor tempo dalla spesa fatta.

Quanto si può guadagnare con una lavanderia a gettoni?

Oltre all’argomento costi dell’investimento, in molti potrebbero legittimamente domandare quali sono gli incassi che possono essere conseguiti, in concreto, grazie a questa attività. Proviamo di seguito a dare qualche cifra di riferimento.

Ebbene, nell’ipotesi di una piccola lavanderia, localizzata in una zona strategica della città, si può stimare un flusso di utenza tra i 20 e i 30 clienti al giorno.

Tenuto conto di una spesa media di circa 10-15 euro a persona, è ipotizzabile aspettarsi di rientrare dall’investimento massimo in non più di 36 mesi, e al contempo di generare un utile tra i 25.000 e i 35.000 euro. Detta somma è altresì in grado di coprire le spese per la retribuzione di un paio di addetti, che comunque sono assai utili per la gestione di una lavanderia con un buon/ottimo flusso di clientela quotidiana.

Chiaro che i guadagni possono crescere laddove, insieme ai servizi tipici della lavanderia a gettoni/self service, l’imprenditore scelga di aggiungerne altri quali – ad esempio – l’installazione di distributori automatici. Molto però dipende dall’iniziativa e inventiva di colui che sceglie di aprire una lavanderia.

D’altronde, una lavanderia automatica ha diversi limiti oggettivi e non può paragonarsi alla rete di servizi offerti da una tintolavanderia: ecco perché solo un imprenditore creativo sarà in grado di pensare a soluzioni tali da incrementare e massimizzare i guadagni derivanti dall’attività in oggetto.

Analisi del mercato e del target e rilievo delle strategie di prezzo

C’è poi un aspetto pratico degno di nota. Specialmente nelle lavanderie con molti clienti aspettare il proprio turno rappresenta una valida occasione per offrire una serie di servizi supplementari, non per forza legati all’attività di lavaggio in sé. Ecco perché conta la posizione strategica della lavanderia, all’interno di un determinato centro urbano.

In linea generale, per avere successo sarà essenziale compiere analisi accurate e minuziose del settore, del mercato e del target locale. Soprattutto occorrerà valutare la concorrenza presente, scegliendo una linea imprenditoriale che a vada incontro con reale efficacia alle esigenze dei consumatori, colmando le eventuali lacune o punti deboli dei competitor a livello locale.

Soprattutto rileva lo studio di strategie di prezzo efficaci, conservando buoni margini di guadagno ma allo al contempo un rapporto qualità-prezzo ottimale per l’utenza finale, garantendo servizi rapidi ed efficienti, con alte prestazioni dei macchinari. Ecco perché sarà determinante la scelta del fornitore dell’attrezzatura. Non deve sorprendere che non di rado le aziende che producono macchinari per lavanderie self-service diano anche servizi chiavi in mano, insieme ad assistenza H24, riparazioni a costo zero e consulenza continuativa post-vendita.

Aprire una lavanderia a gettoni: gli aspetti da considerare

Nel corso di questo articolo, abbiamo visto che cosa è preferibile sapere prima di buttarsi nell’avventura imprenditoriale di aprire una lavanderia a gettoni o self service, evidenziando quelle che sono le peculiarità dell’attività, e soffermandoci altresì sui costi.

Il successo delle lavanderie a gettone e self-service, o per lo meno la loro forte presenza specialmente nei grandi centri urbani ha a che fare con il modificarsi del modo di vivere, del modo stesso d’intendere la casa e la famiglia, che si è registrato nel corso dei decenni.

L’introduzione della lavatrice nelle abitazioni rappresentò una liberazione per tantissime donne che, decenni fa, molto spesso rivestivano il ruolo di casalinghe e addette alle faccende domestiche, trovando in questo elettrodomestico un concreto aiuto per alleggerire il loro lavoro quotidiano.

Vero è che, nei tempi odierni, le casalinghe non sono certo così diffuse come in passato. Nonostante la crescita dello smart working, nella stragrande maggioranza dei casi si continua a lavorare fuori casa, con la conseguenza che il tempo rimasto per le faccende domestiche è minore rispetto al passato.

Il target principale? I single

Non solo. Sono sempre di più i casi in cui le persone vivono da sole, in appartamenti di ridotte dimensioni, in cui lo spazio è poco. Si tratta di persone che di solito non hanno molto tempo per i lavori domestici. Ecco allora tantissimi ideali clienti di una lavanderia a gettone. Senza contare il risparmio che comporta l’utilizzo di questo sistema. Usare una lavanderia self-service rappresenta una scelta economica e di risparmio rispetto all’acquistare una lavatrice domestica costosa e ingombrante, che resterebbe peraltro sottoutilizzata.

D’altronde vero è che la riduzione della dimensione media della famiglia ha condotto a cambiamenti sociali molto significativi. L’”outsourcing” delle attività tradizionalmente domestiche sta sempre più divenendo una pratica di oggettiva validità anche in abitazioni dove, fino a qualche decennio fa, sarebbe stato impensabile.

Infine, c’è un altro aspetto che è opportuno ricordare. E che gioca a favore della scelta imprenditoriale di aprire una lavanderia a gettone. Le lavanderie a gettone sono del tutto protette da uno dei più grandi rischi delle attività, vale a dire dagli insoluti. Infatti il pagamento è da intendersi sempre anticipato. Ciò mette completamente al riparo il proprietario dal pericolo di non essere pagato dal cliente e dunque dal rischio di investire denaro in un’attività di fatto non remunerativa.